Domenica, 24 Ottobre 2021
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Dieselgate, l’Ue contro Volkswagen: “Risarcisca tutti, non solo i tedeschi”. In Italia oltre 60mila truffati

La Commissione scrive ai vertici della casa automobilistica per chiedere il rispetto delle sentenze. A ogni cliente italiano potrebbero spettare oltre 3.000 euro

Volkswagen deve rimborsare tutti i clienti, non solo quelli residenti in Germania. Questa è la richiesta arrivata dalla Commissione europea e dall’autorità Ue per i consumatori nei confronti della casa automobilistica tedesca responsabile di aver mentito sulle emissioni dei veicoli acquistati. Una presa di posizione importante per i 63.037 consumatori italiani che hanno aderito alla class action per avere giustizia.

Il rimborso dovuto da Volkswagen ai clienti italiani, come riporta Altroconsumo, ammonta rispettivamente 3.300 euro (oltre agli interessi) per ciascun cliente Volkswagen che ha tenuto l’auto diesel e 1.650 euro a chi ha acquistato l’auto usata o l’ha rivenduta tra agosto 2009 e settembre 2015.

Il gruppo automobilistico tedesco ha ammesso gli illeciti legati al cosiddetto scandalo Dieselgate sulle emissioni. Dopo le rivelazioni del 2015 è nato uno tsunami di azioni legali, alcune delle quali sono state presentate davanti alla Corte di Giustizia Ue.

“Ci sono sentenze - ha dichiarato Didier Reynders, commissario europeo della Giustizia - che hanno evidenziato il trattamento sleale di Volkswagen nei confronti dei consumatori”. Eppure, “la casa automobilistica non è disposta a lavorare con le organizzazioni dei consumatori per trovare soluzioni appropriate”, ha aggiunto il commissario Ue. “Come ho scritto l'anno scorso all'azienda, tutti i consumatori, e non solo quelli residenti in Germania,  devono essere ricompensati”, ha evidenziato Reynders. 

Ad oggi, ricorda l’esecutivo comunitario, Volkswagen ha accettato di risarcire solo i consumatori dell'Ue residenti in Germania al momento dell'acquisto dell'auto, ritenendo che i pagamenti volontari ai consumatori europei residenti al di fuori della Germania non erano giustificati poiché le auto interessate sono state modificate per soddisfare i requisiti legali. “La posizione della società non è cambiata - si legge in una nota della Commissione - nonostante le recenti decisioni dei tribunali nazionali e dell'Unione europea, perciò la Commissione e le autorità Ue per i consumatori stanno aumentando la loro pressione”.

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