Dieselgate, nuove regole sulle auto: l'Ue potrà far ritirare i veicoli e multare i costruttori

Entra in vigore il pacchetto di norme approvate dopo lo scandalo Volkswagen. Test indipendenti, controlli sulle macchine in circolazione e più poteri alla Commissione europea

Uno stabilimento per la costruzione di auto - foto Ansa EPA/UWE MEINHOLD

Dopo qualche anno di attesa, entra in vigore la risposta dell'Unione europea per evitare il ripetersi dello scandalo Dieselgate. Le frodi nei controlli sull’omologazione e sulle emissioni delle autovetture verranno evitate, secondo la Commissione, grazie a una serie di misure che partono da “controlli severissimi” sulle automobili “immesse sul mercato e in circolazione sulle nostre strade”. La promessa arriva dal commissario al Mercato interno, Thierry Breton, che ha annunciato le misure in vigore dal primo settembre 2020. 

“I cittadini europei vogliono giustamente guidare automobili il più possibile pulite e sicure”, a dichiarato il commissario europeo. Con il nuovo quadro normativo, per ottenere e mantenere la designazione concessa dagli Stati membri, i servizi tecnici incaricati di effettuare le prove e le ispezioni dei nuovi modelli di automobili saranno soggetti a periodici controlli indipendenti. Le autorità nazionali di omologazione saranno inoltre soggette a valutazioni inter pares per garantire l'attuazione delle norme pertinenti in tutta l’Ue.

Il nuovo quadro migliora anche i controlli sui veicoli già in circolazione sul mercato e in vendita presso le concessionarie. Le persone che hanno già riparato il proprio veicolo a proprie spese dovranno essere rimborsate nel caso in cui il veicolo sia stato oggetto di richiamo del produttore.

La principale novità del pacchetto, ha spiegato Breton, è che la Commissione “potrà effettuare controlli sulle automobili, avviare azioni di richiamo in tutta l'Ue e irrogare sanzioni fino a 30mila euro per automobile in caso di inosservanza delle norme”. Fino a oggi tali misure potevano essere imposte solo dalle autorità nazionali che avevano omologato l’automobile, ma da domani la competenza passerà nelle mani di Bruxelles. Ma le novità non finiscono qui. 

Gli Stati membri saranno tenuti a sottoporre regolarmente a prova un numero minimo di automobili e potranno adottare sul loro territorio misure di salvaguardia nei confronti di veicoli non conformi senza dover attendere l'intervento dell'autorità che ha rilasciato l’omologazione. “Questa riforma - ha affermato il politico francese - integra il nostro lavoro per una mobilità più pulita e più sicura e nel difficile contesto della crisi ciò richiede ancor più investimenti orientati al futuro nei campi delle infrastrutture e dell’innovazione”. “I nostri sforzi per ripristinare la fiducia dei consumatori, rafforzare il mercato unico e sostenere la redditività a lungo termine e la competitività globale dell'industria automobilistica europea vanno tutti di pari passo”, ha concluso.

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