Sabato, 16 Ottobre 2021
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Diamanti "senza sangue" coltivati con l'energia solare: l'impresa finanziata da Di Caprio in Spagna

L'estrazione delle gemme preziose in diversi Paesi africani è utilizzata per sostenere la guerra, ma adesso grazie alla tecnologia è possibile produrli in maniera artificiale ed ecologica

Creare dei diamanti ecologici e 'artificiali', come alternativa ai normali processi di ricerca e estrazione che spesso in Africa sono utilizzati anche per sostenere le guerre civili che dilaniano il continente. È la missione dell'azienda statunitense Diamond Foundry, di cui Leonardo Di Caprio è investitore e consigliere, che ora aprirà anche uno stabilimento in Europa, più precisamente in Spagna.

Diamanti ecologici

La natura impiega diverse migliaia di anni per generare un diamante sotterraneo, un minerale molto prezioso, ma alcune aziende tecnologiche, tra cui questa fondata nella Silicon Valley nel 2012, sono riuscite a farli crescere in maniera artificiale con reattori al plasma che riproducono le condizioni di pressione e calore necessarie per la loro creazione. Questi diamanti sono pronti in un periodo che varia dalle sei alle 10 settimane. L’azienda, creata da Martin Roscheisen  e Jeremy Scholz, ha tra i suoi principali finanziatori anche il fondatore di Twitter Evan Williams e il co-fondatore di Facebook Andrew McCollum. L’obbiettivo è la creazione di diamanti conflict-free e sostenibili da un punto di vista ambientale. Come spiega El Pais la fabbrica spagnola, che verrà costruita a Trujillo, sarà alimentata quasi interamente a energia fotovoltaica. "La disponibilità di energia solare è molto alta in Estremadura (la regione in cui si trova Trujillo, ndr) e vogliamo che la nostra fabbrica sia alimentata da energia rinnovabile", ha spiegato l'azienda. L'idea è che una parte importante dell'elettricità necessaria provenga dall'autoconsumo solare e con il supporto di batterie di accumulo.

Blood Diamond

Il sostegno di Di Caprio a quest'azienda non è una sorpresa, l'attore e premio Oscar, molto impegnato nelle cause ambientaliste, è stato protagonista di un film intitolato Blood Diamond, che affronta proprio il tema dei cosiddetti diamanti insanguinati. Le Nazioni Unite stimano che questi rappresentino circa l’1% della produzione mondiale (nel 1999 erano il 3,06%). Con diamanti insanguinati si fa riferimento ai quelli provenienti da zone di guerra, estratti da schiavi o bambini e il cui profitto viene utilizzato per scopi illeciti o bellici. L’ampiezza di questo fenomeno è stata ridotta nell’ultimo ventennio grazie all’iniziativa del World Diamond Council chiamata Kimberly Process, attraverso il quale gli Stati del mondo si impegnano a contrastare la vendita illegale di diamanti attraverso un sistema internazionale di certificazione per l'esportazione e l'importazione. L'altra fabbrica della Diamond Foundry si trova a Wenatchee, nello Stato di Washington, negli Usa., ed è approvvigionata con energia idroelettrica generata grazie al fiume Columbia.

Le trattative con Madrid

Per la creazione della nuova fabbrica europea l’azienda statunitense e il governo di Madrid hanno costituito un comitato che si occuperà dello sviluppo del progetto. Secondo la ministra alla transizione ecologica, Olga García, la parte burocratica dovrebbe essere conclusa nel giro di un anno, mentre una possibile apertura è da prevedere per gli inizi del 2024. Si stima che questo progetto genererà all’incirca 950 posti di lavoro tra diretti e indiretti.

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