rotate-mobile
Mercoledì, 19 Giugno 2024
L'incarico

Di Maio ce l'ha fatta: è il nuovo emissario Ue nel Golfo

Passa la nomina a rappresentante speciale. Ecco di cosa si occuperà

Luigi Di Maio è il nuovo rappresentante speciale dell'Unione europea nel Golfo. Il Consiglio Ue ha dato il via libera finale alla sua nomina, dopo settimane di polemiche, con esponenti del governo italiano che avevano espresso il loro disappunto per la scelta fatta da Bruxelles. A selezionare Di Maio, infatti, era stato l'Alto rappresentante Ue per la Politica estera, Josep Borrell. L'esecutivo di Giorgia Meloni, però, non è riuscito a bloccare l'incarico all'ex leader del Movimento 5 stelle. 

Per Di Maio si apre adesso una nuova pagina della sua carriera politica. Il compito che lo attende è più che delicato. I rappresentanti speciali dell'Ue sono una sorta di ambasciatori/emissari alle dirette dipendenze dell'Alto rappresentante. Normalmente ex ambasciatori (ma a volte anche politici con incarichi ministeriali), guadagnano intorno ai 20mila euro al mese, e gestiscono budget che possono arrivare anche a 5 milioni di euro. Attualmente, Borrell può contare su 9 rappresentanti speciali, tra cui l'italiana Emanuela Claudia Del Re, che prima di venire nominata per la regione del Sahel era viceministra degli Esteri proprio con Di Maio (e anche lei in quota M5s). Con l'ex leader dei 5 stelle, la squadra raggiungerà quota 10. Ma soprattutto avrà, per la prima volta da quanto questa figura è stata istituita, un inviato nel Golfo. Un compito delicatissimo, su cui Di Maio dovrà dimostrare di avere, se non l'esperienza di altri suoi colleghi di reparto, l'abilità giusta per destreggiarsi in un campo minato.

L'importanza del Golfo

Il suo incarico nasce in qualche modo nel maggio 2022, quando Borrell ha presentato il nuovo partenariato strategico dell'Ue con il Consiglio di cooperazione del Golfo (Ccg), ossia Qatar, Arabia saudita, Emirati arabi uniti, Bahrein, Kuwait e Oman. Si tratta un'area strategica da un punto di vista commerciale ed energetico (si pensi al gas naturale liquefatto, ma anche a solare, fotovoltaico o all'emergente idrogeno) e da cui dipende la stabilità di altri Paesi e regioni del globo, dalla Libia al Corno d'Africa, dallo Yemen all'Iran. Il rapporto di Bruxelles con questa regione, però, ha avuto finora alti e bassi: nel 2008, le due parti stavano persino raggiungendo un accordo di libero scambio, ma non se ne fece nulla. Il divario è dovuto sia alle divisioni interne all'Ue, sia a quelle dei Paesi del Golfo. In tutto questo, nella regione si è fatta sempre più ingombrante la presenza della Cina, che è diventata di recente il primo partner commerciale del Ccg scavalcando proprio l'Ue. Mentre la Russia ha dimostrato di poter contare sull'Arabia saudita quando si tratta di petrolio.

Per superare queste criticità, l'Alto rappresentante ha firmato con il Ccg un documento congiunto allo scopo di "realizzare strategie reciproche che favoriscano sia il rispetto degli impegni climatici sia il raggiungimento degli obiettivi economici", oltre che la "sicurezza globale". L'accordo è stato sottoscritto lo scorso maggio, in un momento in cui, con la guerra in Ucraina e la crisi energetica in corso, tutti i governi Ue si erano lanciati in missione diplomatiche nel Golfo. Il cancelliere tedesco Olaf Scholz, per esempio, aveva fatto il giro di Qatar, Arabia saudita e Emirati arabi, sottoscrivendo accordi per la fornitura di gnl da usare al posto del gas russo. A rompere il ritrovato idillio, però, è arrivato il Qatargate, che ha sollevato un polverone non solo sulle presunte ingerenze di Doha nella politica europea, ma anche sulla più ampia zona grigia nei rapporti tra Europa e Golfo. Le voci che a far scoppiare il Qatargate siano state spie al soldo degli Emirati arabi hanno ricordato anche che i rapporti tra i Paesi della regione sono tutt'altro che cooperativi.

Il compito di Di Maio 

Per Di Maio, dunque, il nuovo incarico diplomatico parte già in salita. Da ministro degli Esteri, aveva già compiuto diverse missioni nel Golfo, ma adesso dovrà riuscire a fare sintesi delle posizioni e delle istanze dell'intera Ue, e non solo dell'Italia, oltre a destreggiarsi tra le divisioni tra i Paesi della regione. Tra i suoi compiti, Di Maio dovrà "rafforzare la visibilità dell'Unione nella regione", attuare la strategia Ue per questa area del globo e proporre a Stati membri e Commissione eventuali miglioramenti, dando loro informazioni puntuali sull'evoluzione dei rapporti. Questo è quanto si legge in uno studio del Parlamento europeo sui rappresentanti speciali.

In questo studio, si smentiscono i dubbi sulla reale efficacia di questa tipologia di inviato Ue, sottolineando i vantaggi dei rappresentanti speciali per lo sviluppo positivo dell'azione diplomatica dell'Unione nel mondo. Tuttavia, segnala sempre lo studio, "l'importanza delle personalità" che riveste l'incarico "è una caratteristica fondamentale". Perché l'incarico porti un valore aggiunto all'Ue, occorre che chi lo occupi abbia "competenze di alto livello" e "peso diplomatico". Se Di Maio riuscirà a mostrare queste competenze e questo peso lo si vedrà nei prossimi mesi.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Di Maio ce l'ha fatta: è il nuovo emissario Ue nel Golfo

Today è in caricamento