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Foto Ansa  EPA/CATRINUS VAN DER VEEN

Foto Ansa EPA/CATRINUS VAN DER VEEN

Nel Regno Unito i detenuti avranno le chiavi delle celle

L'esperimento in una delle prigioni più all'avanguardia del Paese, le guardie carcerarie dovranno bussare per poter entrare. Alla base dell'innovazione l'idea che la restrizione della libertà è già una punizione sufficiente per i reati commessi

Il Regno Unito continua nel suo percorso per provare a rendere le sue carceri, o almeno alcune, un luogo più umano. L'ultima innovazione arriva dalla prigione di Berwyn, una moderna struttura da 250 milioni di sterline, la più grande di Inghilterra e Galles, dove i detenuti avranno diritto ad avere le chiavi della propria cella, da cui potranno entrare e uscire quando vorranno durante il giorno, e dove addirittura gli agenti saranno tenuti a bussare per poter entrare in caso di necessità. Grazie a un sistema di doppia serratura le celle potranno però essere chiuse anche dall'esterno, ma solo durante la notte. Nel tentativo di rendere tutto l'ambiente più rispettoso nei confronti dei detenuti, partendo dalla filosofia che la privazione della libertà è di per sé già una punizione sufficiente per i delitti commessi, anche nel vocabolario utilizzato si tenterà di normalizzare la situazione. Come spiega il Telegraph le celle, all'interno delle quali sarà anche messo a disposizione un laptot, saranno chiamate semplicemente “stanze” i detenuti “uomini” e i bracci “comunità”.

Il report per migliorare le condizioni delle carceri

La rivelazione arriva dal report “Wellbeing in Prison Design”, benessere nel design delle prigioni, preparato dal Royal Institute of British Architects (RIBA) insieme al ministero della Giustizia, e messo a punto allo scopo di elaborare nuove maniere per migliorare le condizioni nelle quali vivranno i detenuti nelle nuove sei prigioni che saranno costruite nel Paese, e che ospiteranno 10mila persone. "A Berwyn ad alcuni uomini viene consegnata la chiave della propria porta e agli ufficiali è richiesto di bussare per poter entrare. Un'ulteriore misura potrebbe essere quella di consentire la visualizzazione dei nomi delle persone sulla porta della cella”, si legge nel report che afferma che la sperimentazione “supporta il concetto che dare alle persone in custodia il controllo sui loro spazi si traduce anche nel fatto che queste si prendano cura e rispettino il loro spazio”. Il rapporto sostiene anche la necessità di avere nelle celle delle finestre che consentono di vedere più natura, e di eliminare i corridoi stretti in modo che i detenuti abbiano maggiore libertà di movimento.

Telefoni in cella

Londra alla fine dello scorso anno ha già ha approvato un piano che prevede di installare un telefono all'interno delle celle in 50 prigioni di Inghilterra e Galles. Questi telefoni saranno abilitati solo verso determinati numeri di parenti ma permetteranno ai detenuti di chiamare quando vorranno. Il piano ha un costo di 17 milioni di sterline e dovrebbe essere completato entro il 2020, per poi estendere questo provvedimento a tutte le 118 prigioni di Inghilterra e Galles.

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