Derubati in casa durante il lockdown: ecco come i ladri del web sfruttano il Covid-19

Durante la pandemia si sono moltiplicati i falsi portali di shopping online. Vere e proprie imitazioni dei siti più gettonati che lucrano sulla fiducia dei consumatori. Aumentano anche i casi di 'sextortion'

Crimini sul web in aumento con la complicità del Covid-19. È quanto emerge dall’ottava relazione annuale Enisa Threat Landscape (Etl) 2020, un ritratto delle principali minacce informatiche per il periodo da gennaio 2019 ad aprile 2020 messo nero su bianco dall'Agenzia dell'Unione europea per la sicurezza informatica (Enisa). Il rapporto elenca i principali cambiamenti rispetto al panorama degli illeciti sul web del 2018 come la trasformazione dell'ambiente digitale determinata dal Covid-19. 

Durante la pandemia, i criminali informatici hanno migliorato le proprie capacità. Adattandosi rapidamente al nuovo contesto e prendendo di mira i gruppi di vittime in modo più efficace, il cyber-crimine riesce oggi a colpire in maniera più incisiva rispetto che in passato. “Le minacce informatiche si stanno evolvendo e diventano sempre più complesse”, fa notare il direttore esecutivo dell'Agenzia Ue per la sicurezza informatica, Juhan Lepassaar.

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Il rapporto avverte che è ancora tanta la strada da fare per raggiungere un ambiente digitale sicuro. I nuovi rischi sono dovuti principalmente all'indebolimento delle misure di sicurezza informatica a causa dei cambiamenti nei modelli di lavoro e infrastrutturali causati dalla pandemia di coronavirus. In altre parole, i lavoratori che rimangono a casa rischiano di essere vittima del cyber-crimine molto più facilmente che in ufficio, con un trend che mette a rischio non solo i dipendenti ma anche le imprese. 

Secondo quanto riferito, il numero di falsi siti web di shopping online fraudolenti è aumentato durante la pandemia di Covid-19. Dalle imitazioni di siti Web di marchi famosi ai servizi fraudolenti che non consegnano mai la merce, il coronavirus ha rivelato i tanti punti deboli del modello di fiducia utilizzato negli acquisti online.

Anche il numero di episodi di cyberbullismo e la cosiddetta ‘sextortion’, estorsione con la minaccia si diffusione di contenuti di carattere sessuale, è aumentato con la pandemia Covid-19. “L'adozione della tecnologia mobile e l'abbonamento a piattaforme digitali rende le generazioni più giovani più vulnerabili a questo tipo di minacce”, si precisa nel rapporto.

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L’estorsione finanziaria è ancora la motivazione principale alla base della maggior parte dei reati informatici. Attacchi mirati e persistenti a banche dati di alto valore, come le proprietà intellettuali, vengono meticolosamente pianificati ed eseguiti spesso da attori sponsorizzati perfino da Stati.

Continua a crescere nell’Ue anche il numero di vittime di phishing, le truffe finalizzate al furto di informazioni personali, dati finanziari e codici d’accesso. Allo stesso tempo aumentano le Business Email Compromise (Bec), cyber-truffe con conseguente perdita di milioni di euro per i cittadini e le aziende. Le piccole e medie imprese europee sono state colpite da queste minacce in un momento in cui stanno attraversando anche le gravi difficoltà finanziarie a causa della perdita di entrate, si nota nel rapporto. Tra i crimini online più diffusi ci sono infine i ransomware, programmi che bloccano i dispositivi fino al pagamento di un riscatto. Molte violazioni alla sicurezza informatica passano ancora inosservate o senza colpevoli e richiedono molto tempo per essere perseguite. 

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