Deputato inizia sciopero della fame: “Ue approvi tassa sulle transazioni finanziarie”

È scontro tra Parlamento e Consiglio Ue sulle risorse da stanziare a favore dei programmi europei come Erasmus e Horizon. Un europarlamentare francese propone un'imposta dello 0,1% su azioni, derivati e obbligazioni: "50 miliardi di gettito all'anno"

“Ancora non ci siamo”. Twittano con amarezza i negoziatori delle istituzioni europee dopo l’ennesima giornata di stallo nelle trattative. I due tavoli negoziali tra Consiglio Ue, Parlamento europeo e Commissione riguardano il bilancio pluriennale europeo - che dovrebbe partire nel 2021 assieme al Recovery Fund - e il meccanismo di condizionalità sullo Stato di diritto, che dovrebbe permettere di bloccare i fondi Ue ai Paesi che non rispettano l’indipendenza della magistratura e altri parametri di legalità. L’intero bilancio concordato a luglio tra i leader europei deve infatti essere approvato dal Parlamento, all’epoca del summit tagliato fuori dalla partita.

Tra le tante proposte per trovare nuove risorse c’è quella sostenuta dall’eurodeputato Pierre Larrouturou. Il socialista francese chiede di introdurre una tassa sulle transazioni finanziarie. “Tassando solo lo 0,1% sulle azioni e lo 0,01% sui derivati e sulle obbligazioni, potremmo raccogliere più di 50 miliardi di euro all’anno”, sostiene Larrouturou, da ieri in sciopero della fame “fino a quando l'Ue non concorderà nuovi mezzi per il bilancio europeo”. 

Il compromesso sul Recovery fund ha infatti avuto l’effetto collaterale di tagliare i tanti programmi Ue, soprattutto quelli più ‘orientati’ al futuro. “I capi di Stato e di Governo hanno abolito il programma sanitario, è surreale”, spiega Larrouturou. “Hanno anche tagliato 19 miliardi di budget per la ricerca”, aggiunge il francese, determinato a portare avanti la protesta. I sostenitori della tassa sulle transazioni ricordano che quando un cittadino Ue acquista un telefono o un computer paga almeno il 15,5% di Iva. E anche per i prodotti alimentari di base, anche i più vulnerabili devono pagare l’Iva al 5,5%. Ma per chi acquista azioni sui mercati finanziari, l’imposta è attualmente dello 0,0%. Di qui la richiesta di aggiungere la tassa come risorsa propria dell’Ue, ovvero di quella parte minima di tasse il cui gettito va a Bruxelles.

Ma nelle ultime 24 ore entrambi i filoni della trattativa (Stato di diritto e bilancio) hanno visto le due istituzioni Ue ‘avversarie’, Parlamento e Consiglio, ancora su posizioni troppo distanti. E con l’aggravarsi della crisi pandemica aumenta la tensione sui negoziatori, da più parti incoraggiati a fare presto. Per sbloccare gli oltre 1.800 miliardi di euro (la somma tra bilancio Ue e Recovery Fund) serve infatti anche la ratifica dei Parlamenti nazionali all’aumento delle risorse proprie. Ed è proprio su questa partita che Larrouturou si batte per l’introduzione della tassa sulle transazioni finanziarie, che rischia - nonostante il consenso del Parlamento - di essere scartata dal Consiglio.

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