Leghista scrive post pro-Ue: attacchi e insulti dai seguaci di Salvini

Per l'eurodeputata del Carroccio Gianna Gancia, moglie di Calderoli, dopo la Brexit occorre "costruire gli Stati Uniti d'Europa". Ma su Twitter si scatenano i sostenitori del partito: "Cacciatela"

Dopo la Brexit, "l'Ue deve riscoprire la propria identità e avviare una seria e profonda riforma interna. Solo così i cittadini europei comprenderanno pienamente l'importanza del progetto europeo. In una espressione, da oggi dobbiamo costruire gli Stati Uniti d'Europa". E' bastato questo tweet, firmato da Gianna Gancia, eurodeputata della Lega e moglie di uno dei notabili del partito, Roberto Calderoli, per scatenare un putiferio sui social, ma anche dentro il Carroccio. L'ala più euroscettica, infatti, non ha gradito il post e dalla cosiddetta 'base' sono piovuti attacchi e insulti contro la parlamentare. Con tanto di richiesta di espulsione. Che pero' il capodelegazione del partito all'Eurocamera, Marco Campomenosi, ha respinto.

La Lega "è un partito grande: io ho posizioni molto diverse, ma non c'è assolutamente un problema in questo senso", ha spiegato Campomenosi, aggiungendo che nella delegazione degli eurodeputati leghisti "non ci sono tensioni, assolutamente". In realtà, da tempo nei corridoi del Parlamento di parla di una Lega divisa al suo interno proprio sulla politica europea: dopo il successo delle elezioni europee dello scorso maggio, nell'Aula di Strasburgo sono arrivati 28 eurodeputati del Carroccio, che diventeranno 29 in seguito proprio alla Brexit. La pattuglia di partito più ampia dell'Aula.

Nonostante questi numeri e il ruolo di guida del gruppo euroscettico Identità e democrazia, in cui siedono anche i francesi di Marine Le Pen e i tedeschi dell'AfD, la Lega non è riuscita a far valere il proprio peso nell'assegnazione delle cariche che contano del Parlamento. Un vero e proprio "cordone sanitario" imposto dai partiti europei di maggioranza (popolari, socialisti e liberali) e che in precedenza aveva pesato anche sulla breve esperienza di governo di Salvini, che aveva faticato a trovare sponde politiche in Europa su bilancio e migranti. 

Il cordone sanitario, invece, ha 'risparmiato' il gruppo dei conservatori, di cui fanno parte gli eurodeputati di Fratelli d'Italia. Gruppo che inoltre puo' contare su un commissario Ue, il polacco Janusz Wojciechowski, titolare dell'agricoltura, e sui legami con pezzi dei popolari, come l'ungherese Viktor Orban. Una posizione di forza che Giorgia Meloni potrebbe utilizzare per rivendicare la leadership del centrodestra italiano, a spese di Salvini. 

E' proprio questa eventualità che sta creando malumori all'interno della Lega, in Italia come a Bruxelles. Diversi esponenti della pattuglia leghista all'Eurocamera, non solo Gancia, non hanno mai nascosto le loro posizioni pro-Ue e, secondo le voci che circolano al Parlamento Ue, vorrebbero sganciarsi dal gruppo Identità e democrazia per creare un nuovo soggetto politico che sia più di governo e meno di lotta. 

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Di diverso avviso invece l'attuale leadership della delegazione leghista in Europa, in particolare il presidente di Identità e democrazia, l'ex 5 stelle Marco Zanni, che propugna un'Europa degli Stati nazionali (cosa ben diversa dagli Stati Uniti d'Europa idealizzati da Gancia). 

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