Deportati in Giamaica dopo aver scontato la pena nel Regno Unito, molti rischiano la vita

Alcuni dei condannati sono arrivati in Gran Bretagna quando erano bambini e non hanno più nessun legame con il Paese di origine. Alcuni sono finiti nei guai per reati minori come lo spaccio quando erano minorenni, e ora pagano di nuovo per i loro crimini venendo anche strappati a mogli e figli

Protesta contro le deportazioni - foto Twitter @TomashhEvans

Nel Regno Unito è in corso un acceso dibattito sull'opportunità delle espulsioni di criminali di origini straniere, condannati e che hanno scontato la loro pena, verso i loro Paesi di nascita. Boris Johnson è intenzionato a mostrare il pugno duro nonostante gli appelli dell'opposizione e di diverse associazione per i diritti umani che sottolineano come alcune di queste persone siano soltanto nate all'estero, ma abbiano passato tutta la loro vita in Gran Bretagna.

Il volo verso la Giamaica

Martedì 17 condannati sono stati deportati su un volo diretto in Giamaica, mentre altri 25 che erano destinati a finire sullo stesso aeroplano per il momento sono rimasti in Inghilterra grazie a una decisione dell'ultimo secondo della Corte d'appello che, accettando un ricorso presentato da alcuni attivisti, ha annullato l'ordine di espulsione di Londra. Il motivo del dietro front è stato il fatto che gli accusati non non sarebbero stati messi in condizione di telefonare ai propri avvocati dal centro di detenzione vicino l'aeroporto di Heathrow. Grazie alla sentenza hanno guadagnato alcuni giorni ma la prossima settimana dovrebbe partire un altro volo, e questa volta potrebbero non riuscire a evitare l'espulsione.

Arrivati in Uk da piccoli

Secondo il Borders Act del 2007 deve essere emesso un ordine di espulsione quando un cittadino straniero viene condannato e riceve una pena detentiva di almeno 12 mesi. Il problema è che molti di questi stranieri sono arrivati nel Paese quando erano piccoli e ora hanno spesso dei figli a loro volta, che sono britannici. La deputata laburista, Nadia Whittome, ha lanciato una petizione al governo, sottoscritta da più 170 colleghi di diversa estrazione politica, che chiedeva di attendere almeno la pubblicazione del rapporto sullo scandalo del Windrush, lo scandalo che ha mostrato come nel 2018 decine di persone sono state ingiustamente cacciate dal Paese. “Molte delle persone in questione hanno vissuto nel Regno Unito da quando erano bambini e almeno 41 bambini britannici rischiano ora di perdere i loro padri”, aveva denunciato.

Linea dura

Ma il governo non sembra intenzionato a cambiare idea e martedì l'allora Cancelliere dello Scacchiere, Sajid Javid, (poi dimessosi in polemica con il rimpasto di governo voluto da Johnspon), aveva difeso l'espulsione affermando che i deportati erano colpevoli di “crimini gravi” come omicidio o stupro. E in effetti tra di loro c'erano effettivamente un assassino che ha pugnalato a morte un padre fuori da un pub e uno stupratore che ha violentato un'adolescente.

"Mi stanno punendo due volte"

Ma a essere riportato in Giamaica, è stato anche il 32enne Rupert Smith, che ha dovuto lasciare tre figli nel Regno Unito, dove era arrivato quando aveva solo 13 anni. L'uomo era stato in carcere per 15 mesi nel 2016 per aver agredito una persona armato di chiave inglese. “Ho commesso un crimine è vero, ma ho anche scontato la mia pena in carcere. Adesso è come se mi stessero punendo per una seconda volta. Se fossi stato inglese sarebbe finita dopo la galera, ma per noi non è così. Non si può giudicare una persona per un errore commesso”, ha affermato parlando con la Bbc che lo ha intervistato a Kingston, dove vive ora da solo visto che tutta la sua famiglia, la compagna, i figli, la madre e le sorelle sono nel Regno Unito. A rischio espulsione è anche il 23enne Tajay Thompson, che è arrivano in Inghilterra quando aveva solo 5 anni insieme alla madre e al fratello. Il giovane era stato condannato per spaccio di droga quando aveva 17 anni, e nel 2015 ha scontato 15 mesi di detenzione. "Non sono un assassino o uno stupratore, ho fatto un errore da ragazzo che ora rischia di influenzare tutta la mia vita", ha affermato parlando con Sky.

La paura di essere uccisi

“Il premier crede che qualcuno che è venuto in questo Paese all'età di 5 anni, è stato costretto a entrare in una gang e a trasportare droghe, che è stato rilasciato cinque anni fa e non ha mai più commesso crimini merita di essere espulso?”, ha chiesto il leader del Labour Jeremy Corbyn nel dibattito ai Comuni. La Giamaica per molti di questi immigrati è un Paese sconosciuto e anche pericoloso. Secondo diverse inchieste giornalistiche nel 2018 sono state almeno cinque le persone deportate che sono poi state uccise sull'isola caraibica. Dei 17 deportati martedì almeno sette vivrebbero ora in una sorta di clandestinità e si starebbero nascondendo per paura di essere ammazzati.

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