Prima gli italiani, anche quando si tratta di comprare il debito pubblico

I titoli di Stato del nostro paese sono per il 65% nelle mani di istituzioni finanziarie locali e per il 5,7% a famiglie e risparmiatori. Solo il 29% in mani straniere

Il debito italiano è saldamente nelle mani degli italiani. Il nostro è uno degli Stati membri dell'Unione europea in cui il debito pubblico è detenuto per la gran parte dai suo stessi cittadini. Con il 70,7% siamo al quarto posto della classifica comunitaria dietro soltanto a Malta (87%), Svezia (77,3%) e Danimarca (72,8%).

Soprattutto istituti finanziati

Lo mostrano i dati pubblicati da Eurostat secondo cui a detenere il nostro debito a livello locale sono al 65% istituzioni finanziarie locali e al 5,7% famiglie e piccoli risparmiatori. Al contrario, i Paesi in cui il debito è principalmente in mani straniere sono Cipro (76%), Lettonia (74%) e Lituania (73%). In generale nell'Unione europea meno del 10% del debito è detenuto dai enti non finanziari locali (società non finanziarie, famiglie e istituzioni senza scopo di lucro), ad eccezione di Malta (25%), Ungheria (22%), Portogallo (13%) e Irlanda (11%).

Pochi i titoli a breve scadenza

Per quanto riguarda la durata dei titoli di Stato emessi la Svezia ha fatto registrare nel 2018 la più alta percentuale di scadenze iniziali a breve termine, meno di un anno, con il 20%. Subito dopo ci sono Ungheria (18%), Portogallo (17%), Italia (13%) e Danimarca (12%). All'estremo opposto della scala, quasi tutto il debito era costituito da una scadenza superiore a un anno in Bulgaria, Lituania, Polonia e Cipro.

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