Venerdì, 17 Settembre 2021
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La Danimarca lancia il 'coronapass', necessario per andare al bar, in palestra o allo stadio

Un'app certifica l'avvenuta vaccinazione, guarigione o l'aver ricevuto un test negativo nelle ultime 72 ore, e permetterà di frequentare liberamente locali, ristoranti e ogni altro tipo di attività

Due cittadini mostrano il passaporto vaccinale in Israele - foto Ansa

La Danimarca segue l'esempio di Israele e, primo negli Stati membri dell'Unione europea, ha deciso di lanciare un 'coronapass', un'applicazione che certifica l'avvenuta vaccinazione, il fatto di avere ricevuto un test negativo per il Covid, o anche di essere recentemente guarito dopo aver avuto la malattia, per permettere ai cittadini di tornare a frequentare liberamente bar, stadi o anche solo di andare dal barbiere.

Come sottolinea la Bbc a differenza di gran parte dell'Europa, questo Paese scandinavo è riuscito a evitare una terza ondata di infezioni e ha iniziato ad allentare un lockdown iniziato lo scorso dicembre. I tassi di contagio e morte sono ora tra i più bassi del continente e le autorità ritengono che il coronavirus sia sotto controllo. Dall'inizio della pandemia nella nazione di quasi sei milioni di abitanti i casi sono stati 244mila e i decessi 2.463 "Possiamo aprire di più ora in Danimarca, e questo è l'opposto di quello che stanno vivendo molti altri", aveva rivendicato la premier Mette Frederiksen quando sono stati rivelati i piani di riapertura il mese scorso. Il pass funziona tramite un'app per smartphone chiamata MinSundhed (MyHealth), collegata a un sistema nazionale. Tutti i residenti hanno un numero ID, chiamato Cpr, e una tessera sanitaria gialla con un codice a barre contenente i dettagli dell'ID. Quando si viene vaccinati, o si fa un test o viene certificata l'avvenuta guarigione, i dati finiscono nel sistema. Entrando in un locale il codice viene scansionato e il risultato diventa visibile dando il via libera all'ingresso. Non servirà per entrare in negozi e supermercati ma sarà necessario per andare allo stadio, in cinema, teatri, palestre ma anche dal parrucchiere o dal tatuatore. Sarà poi necessario nei ristoranti che dovrebbero aprire il sei maggio e poi in tutte le altre attività che saranno autorizzate a riaprire dal 21 maggio. I locali che non lo accettano rischiano delle multe.

Come riporta la Bbc zoo e parchi a tema sono stati i primi a utilizzare questi passaporti vaccinali. "Abbiamo dovuto creare dei nuovi posti di blocco. Abbiamo dovuto investire molte risorse per farlo e questo è il rovescio della medaglia. Ma sta funzionando molto bene", ha spiegato il portavoce dello zoo di Copenaghen, che ormai sta lavorando come se la pandemia non ci fosse più. "Credo che sia parte di come è la vita in questo momento. Dobbiamo accettarlo per mantenere basso il tasso dei contagi", ha detto alla televisione britannica una delle visitatrici. Il gruppo "Men in Black", che da tempo si oppone contro le restrizioni imposte per frenare la diffusione del virus, ha lanciato una protesta contro le "coronapas", affermando che si tratta di "sorveglianza di massa”, aggiungendo che “la registrazione dei danesi testimonia che viviamo in una società basata sulla sfiducia nei confronti dei cittadini".

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