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Giovedì, 30 Maggio 2024
L'idea / Danimarca

La Danimarca eliminerà una festa nazionale per incassare più tasse e sostenere la Difesa

Copenaghen vuole eliminare il Grande Giorno di Preghiera per incentivare l'economia e generare più entrate fiscali. La premier Frederiksen: "Un piccolo sacrificio per un Paese che si trova con la guerra nel suo continente"

La Danimarca è pronta a rinunciare a uno dei suoi giorni di festa nazionale allo scopo di avere un giorno in più di economia funzionante e generare così più entrate non solo per le aziende, ma anche per lo Stato, che ha bisogno dei soldi dei contribuenti per sostenere le sue spese della Difesa.

Sta facendo discutere nella nazione il piano del governo della premier Mette Frederiksen, che si apprestava a iniziare il suo secondo mandato, che vorrebbe eliminare dagli 11 giorni di festa nazionale il Grande Giorno di Preghiera, una festività della Chiesa evangelica-luterana della Danimarca istituita più di tre secoli fa che cade il quarto venerdì dopo Pasqua. All'epoca, i negozi e i bar chiudevano alle 18 della sera precedente, con l'obiettivo che le persone fossero sobrie per andare in chiesa e pregare il giorno dopo. Tra poco non potranno andare a messa, almeno quelli che ci vanno, perché dovranno andare come tutti i normali giorni della settimana in fabbrica, ufficio o in qualsiasi altro luogo di lavoro.

I soldi in più generati dall'economia in quel giorno genereranno più entrate fiscali che Copenaghen userà per aumentare le sue spese della Difesa, una decisione presa come conseguenza della guerra in Ucraina, e del timore di una estensione del conflitto. "Personalmente ritengo che sia un prezzo relativamente basso da pagare per un Paese che ha una guerra nel proprio continente", ha dichiarato Frederiksen lo scorso 14 dicembre quando ha lanciato la sua proposta di cancellare la festività a partire dal 2024, ma il governo non ha fornito una cifra di quante entrate in più potrebbe generare la mossa. Il bilancio attuale della Difesa per il 2022 ammonta a 27,1 miliardi di corone danesi, circa 3,7 miliardi di euro, e la scorsa settimana il Parlamento ha promesso 300 milioni di corone per lo sforzo bellico in Ucraina.

"Con l'attacco di Putin all'Ucraina, c'è una guerra in Europa. La minaccia si è avvicinata", ha scritto il governo in un documento che delinea i suoi obiettivi politici. "Per finanziare l'aumento delle spese militari nei prossimi anni, il governo proporrà una legge che abolisca una festività pubblica che entrerà in vigore nel 2024. I danesi devono contribuire alla nostra sicurezza comune", continua il documento. La proposta aiuterebbe la Danimarca anche nel tentativo di aumentare la spesa militare al 2% del prodotto interno lordo del Paese, come richiesto a tutti i membri della Nato.

Ma la presidente dell'associazione del clero, Pernille Vigso Bagge, si è detta "rattristata" dalla prospettiva di perdere la festività e ha dichiarato al quotidiano danese Berlingske che la notizia ha lasciato sia i sacerdoti che le persone in attesa di essere cresimate "in un incubo logistico", dato che lo Store Bededag, questo il nome originale del Grande Giorno di Preghiera, è tradizionalmente una ricorrenza usata per fare la cresima. Pernille ha aggiunto anche che "le persone hanno bisogno di queste vacanze per rilassarsi e riunirsi".

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