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Mercoledì, 24 Aprile 2024
La sentenza / Spagna

Dani Alves condannato a 4 anni e mezzo di carcere per stupro

Il pubblico ministero aveva chiesto 9 anni, ma i legali hanno dimostrato che quella notte l'ex calciatore era ubriaco, ottenendo così uno sconto di pena. Una tesi supportata anche dalla moglie, Joana Sainz, la quale ha affermato che, quella sera, Alves "tornò a casa completamente ubriaco"

Dani Alves, ex stella del Barcellona e della Juventus, è stato condannato a 4 anni e mezzo di carcere, più il pagamento di 150.000 euro di risarcimento, per il reato di violenza sessuale contro una 23enne conosciuta in discoteca a Barcellona nella notte trai l 30 e il 31 dicembre 2022.

La sentenza è arrivata a 15 giorni di distanza dalla chiusura del processo, lo scorso 7 febbraio. Il pubblico ministero aveva chiesto 9 anni, ma i legali hanno dimostrato che Alves quella notte era ubriaco, ottenendo così uno sconto di pena. Il tribunale di Barcellona ha disposto anche a 5 anni di libertà vigilata, dopo la fine della pena, e 9 anni di obbligo di allontanamento ad almeno 1 km di distanza dal domicilio della vittima.

La ricostruzione dei fatti

I fatti sono avvenuti nella discoteca Sutton di Barcellona, la notte tra il 30 e il 31 dicembre 2022. Dani Alves è entrato in prigione il 20 gennaio 2023, e da circa un anno si trova nel centro penitenziario Can Brians 2. Inizialmente l'ex calciatore aveva negato qualsiasi rapporto con la giovane, per sostenere in seguito  che lei fosse consenziente. 

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, quella notte Dani Alves invitò la giovane e le sue amiche a bere champagne in una zona riservata della discoteca. Dopo aver chiacchierato e ballato, intorno alle 3,20 del mattino l'uomo avrebbe invitato la vittima in un bagno dove "cominciò a toccarla in modo lascivo e la chiara intenzione di soddisfare il suo desiderio sessuale", si legge in una nota della Procura. Davanti al rifiuto della giovane, Alves l'avrebbe schiaffeggiata per poi abusare di lei.

La testimonianza della moglie

La moglie di Alves, Joana Sainz, nel corso del processo ha testimoniato supportando la tesi degli avvocati del marito: "Quella notte Dani tornò a casa completamente ubriaco", ha sostenuto in aula la donna, che poco dopo l'avvio delle indagini contro il coniuge aveva chiesto il divorzio, per poi tornare sui propri passi.

Il racconto della vittima è stato supportato invece dai filmati delle telecamere di sorveglianza della discoteca, oltre che dai racconti delle amiche che avrebbero affermato di essere state anche loro palpeggiate da Alves senza consenso.

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