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Mercoledì, 5 Ottobre 2022
Mediterraneo

Dalla medaglia d'onore alle minacce di morte: la storia dell'eroe greco dei migranti

Iasonas Apostolopoulos è diventato famoso per il suo impegno nei salvataggi in mare. Ma gli elogi sono diventati insulti quando ha cominciato a denunciare i respingimenti da parte di Atene

Denunciare i respingimenti dei migranti in mare può costare caro. Chi si azzarda a farlo diventa un ‘nemico’ della patria, riceve minacce di morte e può persino perdere un’onorificenza alla vigilia della cerimonia. A subire questo trattamento non è stata una persona qualunque, bensì Iasonas Apostolopoulos, soccorritore nel mar Egeo della ong Mediterranea Saving Humans diventato famoso come ‘eroe’ dei migranti. Dopo aver svelato i respingimenti in mare condotti dalle forze greche, l’attivista è stato accusato dal portavoce del governo di Atene di “insultare la Grecia”. 

“Se amare la patria significa accettare l'uccisione di rifugiati al nostro confine, allora sono orgoglioso di essere un traditore”, è stata la risposta di Apostolopoulos. Al netto delle accuse e delle reazioni, la recente cronaca della gestione dei flussi migratori dalla Turchia verso la Grecia parla chiaro e le denunce di maltrattamenti si moltiplicano da mesi, anche se a dedicare spazio al tema sono soprattutto le ong internazionali e alcuni giornali. Ad agosto un gruppo di 38 richiedenti asilo è rimasto bloccato per giorni su un isolotto al confine terrestre tra Grecia e Turchia, durante i quali è morto un bambino di cinque anni. I migranti, soccorsi dalle autorità greche solo dopo la tragedia, hanno affermato di essere stati respinti per settimane avanti e indietro intorno al confine dalle autorità di entrambi i Paesi mediterranei.

Episodi come questi sono stati denunciati più volte negli ultimi anni dallo stesso Apostolopoulos, un ingegnere civile di 38 anni che ha iniziato a salvare vite umane in mare nel 2015. Nei successivi anni dedicati ai salvataggi al largo dalle coste greche, Apostolopoulos è diventato un eroe, tanto che nel luglio del 2021 gli era stato annunciato che avrebbe ricevuto una medaglia per il suo impegno civile dalla presidente greca, Katerina Sakellaropoulou. Ma la notte prima della cerimonia, l’attivista era stato informato in una telefonata del ministero degli Esteri greco che la sua premiazione era stata annullata. Ad Apostolopoulos non venne mai data una spiegazione, ma i media greci suggerirono che il governo di centrodestra guidato da Kyriakos Mitsotakis avesse esercitato pressioni per revocare l’onorificenza ancora non assegnata. 

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A poco più di un anno di distanza dalla curiosa marcia indietro della presidente greca, il clima nel Paese sembra ancora più teso. Apostolopoulos, ha rivelato il Guardian, riceve quotidianamente minacce di morte sui social media. Tuttavia, l’attivista ha garantito che continuerà a utilizzare la sua notorietà per aumentare la consapevolezza sulla violenza ai confini dell'Europa. “I respingimenti sono progettati per rimanere invisibili. Penso che l'unico modo per fermare questo crimine sia dargli visibilità”, ha detto l’eroe dei migranti promettendo di non fermarsi nonostante i rischi posti dal suo impegno affinché si conosca la verità.

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