Da Caruana Galizia ai reporter di guerra: 42 i giornalisti uccisi nel 2017

Il numero maggiore di vittime in Iraq. Seguono la Siria e il Messico. Nell'Ue, assassinate due croniste: la reporter maltese (a cui il Parlamento europeo ha intitolato la sala stampa di Strasburgo) e la svedese Kim Wall

Il caso più eclatante, almeno in Europa, è stato quello di Dapnhe Caruana Galizia, la giornalista assassinata a Malta con una bomba piazzata all'interno della sua auto. Ma in tutto il mondo, nel 2017, sono stati ben 42 i cronisti e reporter uccisi nell'esercizio della loro professione. E' la triste conta dal Cpj, il Comitato per la protezione dei giornalisti.

Sono i luoghi di guerra o dove il processo post-bellico fa ancora fatica a concludersi quelli dove si registrano più morti: otto in Iraq e sette in Siria. Alto, poi, il numero dei giornalisti morti in Messico (6) per mano dei sicari dei cartelli della droga. Ma sono le motivazioni politiche alla base del maggiori numero di delitti. Nell'Ue, sono state assassinate due croniste: la reporter maltese Daphne Cariana Galizia (a cui il Parlamento europeo ha intitolato la sala stampa di Strasburgo) e la svedese Kim Wall  

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Altro dato significativo: un terzo dei giornalisti assassinati era indipendente. Molti, poi, sono i videoreporter, con il lavoro del cameraman a risultare il più pericoloso in assoluto. Il database dei giornalisti assassinati realizzato dal Cpj include rapporti concisi su ciascuna vittima e filtri per esaminare le tendenze nei dati. Un lavoro iniziato nel 1992. Il Cpj considera solo i casi di morte legati direttamente allo svolgimento dell'attività di giornalista. 

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