Italia tra i 10 Paesi da cui partono più cyber attacchi

Siamo al nono posto, i primi tre sono Russia, Usa ed Egitto. Otto Stati membri chiedono di mettere il tema sul tavolo del Consiglio europeo di questa settimana: “Serve un regime sanzionatorio”

Foto Ansa

L'Italia è tra i Paesi del mondo dai cui partono la maggior parte dei cyber attacchi. Il nostro Paese entra nella top ten, piazzandosi al nono posto, della classifica stilata dai laboratori della società di sicurezza Trend Micro, secondo le cui rilevazioni ai primi tre posti si trovano Russia, Stati Uniti ed Egitto. I dati, raccolti dalla Smart Home Network, e le analisi coinvolgono gli indirizzi IP dei router attivi, per determinare la fonte di un evento o possibile attacco. Nel momento in cui un router, che supporta le soluzioni della compagnia e ha abilitato le funzionalità di security, attiva una procedura di sicurezza, i laboratori confermano da quale direzione proviene l'attacco controllando ulteriormente quale origine ha attivato l'evento di sicurezza. In questo modo è possibile capire i Paesi da dove provengono gli attacchi. I dati raccolti ad agosto mostrano che i cinque Paesi più colpiti da attacchi provenienti dall'Italia sono stati: Stati Uniti, Taiwan, Hong Kong, Regno Unito e Olanda. Per quanto riguarda invece gli attacchi in generale, che hanno colpito l'Italia sempre ad agosto, Trend Micro ha rilevato 1.229.390 malware e 57.430.080 minacce via mail.

Il tema sul tavolo del Vertice Ue

Il tema potrebbe finire sul tavolo del Vertice europeo in programma questa settimana a Bruxelles. Otto Paesi membri (Olanda, Gran Bretagna, Finlandia, Danimarca, Romania e le Repubbliche baltiche) hanno chiesto la creazione urgente di un quadro giuridico che permetta di punire più duramente gli attacchi informatici. "La mancanza di una decisa iniziativa internazionale dà l'idea che i cyberattacchi resteranno impuniti: tutti sono d'accordo sulla necessità di imporre delle sanzioni, ma occorre raggiungere un accordo sul relativo quadro giuridico e si pongono diverse questioni, in particolare la prova delle responsabilità di un attacco", hanno spiegato fonti diplomatiche. Diversi Paesi occidentali accusano la Russia di numerosi atti di hackeraggio e di ingerenze informatiche. L'Olanda ha reso noto di aver sventato un cyberattacco contro l'Organizzazione per la messa al bando delle armi chimiche (Opac), attribuita ai servizi segreti militari russi, il Gru. "Il ritmo degli attacchi è aumentato in maniera considerevole, e in un tale contesto l'introduzione di un regime sanzionatorio costituisce una priorità urgente", si legge in un comunicato congiunto degli otto Paesi membri in cui si invitano i capi di Stato e di governo dell'Ue a sostenere formalmente questa iniziativa nel vertice.

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Il commissario alla Sicurezza chiede "progressi rapidi"

Dal canto suo invece il commissario Ue per l'Unione della sicurezza, Julian King, ha chiesto "progressi rapidi" sul pacchetto anti-manipolazione presentato dalla Commissione Ue in vista delle elezioni europee "Serve una discussione su come mettere al sicuro i dati personali nel contesto delle elezioni. Juncker ne ha parlato a settembre, ha presentato un pacchetto di misure per potenziare la sicurezza" ma adesso "dobbiamo fare progressi rapidi" sul pacchetto, ha avvertito King. Il commissario Ue auspica una discussione anche sul punto al Consiglio europeo. "Serve un accordo rapido sul cyber security act", la normativa comunitaria che punta ad armonizzare i sistemi di certificazione, e "per avere un'agenzia Ue per la cyber sicurezza che sia pienamente operativa", ha concluso King.

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