Crollo degli sbarchi nella Ue nel 2017: -34% in Italia e -75% in Grecia. Arrivi in aumento solo in Spagna

Il rapporto provvisorio di Frontex indica una scenario pre-2014, ossia pre-crisi migratoria, con un calo complessivo del 60% degli sbarchi. Unico dato in controtendenza quello della Spagna: la stretta nel Canale di Sicilia sposta i flussi verso il Mediterraneo Occidentale

ANSA/GIUSEPPE LAMI

Caduta dei migranti in arrivo in Italia nel 2017: 119 mila contro i 181 mila del 2016 con una diminuzione del 34% degli sbarchi. A certificare il restringimento dei flussi verso lo Stivale è l'Agenzia per il controllo delle frontiere esterne della Ue Frontex, che nel suo bilancio provvisorio per il 2017 disegna uno scenario che ci riporta, per le cifre degli arrivi, ai livelli del pre-2014, quindi pre-crisi migratoria. In generale nella Ue nel 2017 sono giunti 204.300 migranti, ben il 60% in meno rispetto al 2016

Raddoppiano gli arrivi in Spagna

In questo quadro di diminuzione, c'è un'eccezione: il corridorio del Mediterraneo Occidentale, che porta in Spagna. Questa rotta è diventata l'alternativa dopo che i discussi accordi con la Libia hanno reso più complessi gli sbarchi in Italia e l'intesa precedente con la Turchia ha ridotto del 75% i flussi verso la Grecia. Nel 2017 il corridoio Occidentale ha fatto registrare 22.900 arrivi, il doppio degli sbarchi del 2016 e la cifra di gran lunga più alta da che, nel 2009, Frontex ha iniziato a monitorare gli ingressi nella Ue. 

Il traffico su queta rotta si è intensificato proprio nella seconda parte dell'anno, ossia dopo la stretta nel corridoio del Mediterraneo Centrale. Marocchini ed algerini rappresentano il 40% degli sbarchi in Spagna, gran parte dell'altro 60% proviene dall'Africa Occidentale. 

Per l'Italia si torna a prima del 2014

I dati di Frontex indicano inoltre che la maggior parte dei migranti giunti in Italia proviene dalla Nigeria, uno su sette, quindi da Guinea e Costa d'Avorio. Per trovare una cifra inferiore ai 119 mila del 2017 bisogna risalire al 2013, quando i migranti arrivati nel Belpaese furono 40 mila. La flessione registrata a partire dallo scorso luglio dagli ingressi irregolari nell'Ue attraverso la rotta del Mediterraneo centrale, sottolinea Frontex in una nota, "è stato lo sviluppo più importante" registrato dopo l'accordo tra Ue e Turchia del marzo 2016 per la chiusura della rotta balcanica.

In Grecia arrivi di oltre il 75% inferiori

Andando proprio ai flussi dalla Turchia, Frontex stima in 41.700 gli arrivi attraverso la rotta, via terra o mare, del Mediterraneo Orientale, meno di un quarto di quanto registrato nel 2016. In questo caso a farla da padrona sono siriani ed iracheni.

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