Croazia e Spagna aprono le spiagge ai turisti. E puntano sui tedeschi

Il governo di Zagabria e mete turistiche come l'Andalusia e le isole Baleari hanno annunciato la riapertura dei lidi. E puntano ad accordi bilaterali con altri Paesi Ue per salvare la stagione

Una spiaggia di Las Palmas, in Spagna

Con l'estate alle porte Paesi come la Spagna e la Croazia stanno studiando maniere per poter comunque sfruttare in qualche modo la stagione turistica, fondamentale per l'economia locale, a maggior ragione adesso con la crisi dovuta alla pandemia di coronavirus che sta mettendo in ginocchio migliaia di famiglie. E per farlo questi Stati puntano soprattutto sul turismo tedesco, con il Paese di Angela Merkel che non solo è stato uno dei meno colpiti dalla crisi, ma che è anche quello che è ripartito più in fretta.

La Spagna vuole anticipare la stagione turistica

Le Isole Baleari spagnole lavoreranno bilateralmente con la Germania e altri paesi "essenziali" per riavviare i voli turistici verso l'arcipelago "il più presto possibile", ha detto al parlamento regionale la presidente Francina Armengol. "Dobbiamo essere in grado di ristabilire l'attività prima di chiunque altro, perché dipendiamo dal turismo più di qualsiasi altro territorio spagnolo", ha auspicato. Il governo locale dell'Andalusia, nel Sud della Spagna, ha chiesto addirittura al Consiglio sanitario inter-territoriale di anticipare l'apertura delle spiagge per fare il bagno già dal 25 maggio. Nel piano di riapertura, sono presenti misure di distanziamento sociale, controllo degli ingressi e delle uscire, così come continue operazioni di aerazione e disinfezione.

In Croazia "nessuna restrizione"

Piani simili sono in corso in Croazia dove il direttore dell'Istituto di sanità pubblica, Krunoslav Capak, ha assicurato che nelle spiagge non verrà imposto "nessun divieto”, ma “solo precauzioni", con “vigili, bagnini, autorità locali e albergatori che dovranno assicurarsi che lettini e teli non siano troppo vicini fra loro, perché il virus sarà ancora presente”. "Sarebbe l'ideale se in una situazione del genere potessimo avere un accordo globale dell'UE per l'attraversamento delle frontiere dei nostri cittadini", ha affermato in un'intervista con Politico il primo ministro croato Andrej Plenkovic.

Accordi bilaterali

"La chiave è la convergenza della situazione epidemiologica", ha detto Plenkovic, spiegando che la Croazia sta cercando di "concordare bilateralmente se le persone possono andare in Paesi in cui il virus è stato più o meno sconfitto". Il turismo è "estremamente importante" per la Croazia: è una delle sue principali industrie, ha affermato il Primo Ministro. Quindi "quello che ho avviato a livello di Consiglio europeo è una discussione sul come trovare un modo comune dell'Ue per vedere come consentire ai nostri cittadini di viaggiare da un paese all'altro". Il premier, che si è detto “ottimista” sul successo dell'iniziativa, ha menzionato la Slovenia, la Repubblica ceca, la Slovacchia, l'Austria e la Germania come Paesi in cui tali accordi bilaterali potrebbero essere in vigore.

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La Lega attacca il governo

"Mi chiedo cos'altro aspetti il governo per muoversi: serve una battaglia forte in Europa perché si attuino regole comuni - dice Rosanna Conte, eurodeputata della Lega - Occorrono direttive chiare per i nostri operatori. La Fase 2 non può trasformarsi in un far west per il turismo. Questo settore rappresenta la prima vera risposta economica alla crisi. Fallire non può essere un'opzione. Non è accettabile che a livello europeo passi il messaggio che le spiagge croate o andaluse siano più sicure di quelle italiane. Anche su questo si deve intervenire con campagne ad hoc e accordi con i Paesi Ue che evitino una concorrenza sleale basata su fake news", conclude. 

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