Lunedì, 25 Ottobre 2021
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Croazia: "Violenze sui migranti? È l'Ue che non è preparata ai flussi"

Dopo le accuse di respingimenti di richiedenti asilo a manganellate, Zagabri si difende affermando che si tratta solo poche mele marce

A causa della crisi afgana e del ritorno al potere dei talebani i flussi sulla rotta balcanica sono destinati ad aumentare: se l'Europa non è pronta a gestirli, non potrà dare la colpa ai Paesi di primo ingresso se non riusciranno a bloccare l'ingresso di migranti irregolari. L'avvertimento arriva dalla Croazia, che ha rigettato anche l'accusa di "fare il lavoro sporco" per l'Ue, con sistematici respingimenti violenti al confine, in violazione del diritto internazionale.

Zagabria sotto pressione 

“Molti studi da istituzioni croate ed internazionali avvertono del possibile arrivo di un gran numero di migranti come effetto della situazione in Afghanistan. L’Europa deve prepararsi per questo. Eppure, detto francamente, l’Ue non è pienamente preparata”, ha dichiarato il ministro dell’Interno croato Davor Bozinovic in un’audizione parlamentare. Come riporta Total Croatia News, Bozinovic ha spiegato che il ministero è sommerso dalle richieste d’asilo, ma anche che queste sarebbero fatte in gran parte da persone che sanno di non averne diritto, da considerarsi pertanto migranti irregolari. L'ottanta per cento di loro "semplicemente sparisce" prima che la pratica sia conclusa per fuggire in altre nazioni, ha detto. “Il punto è che nessuna di queste persone si presenta ai passaggi di frontiera ufficiali per fare richiesta di protezione internazionale, perché sanno che non soddisfano i criteri per quest’assistenza o perché non vogliono avviare una procedura d’asilo dal momento che rischiano di essere respinti dai Paesi Ue che sono la loro destinazione finale”, ha spiegato ancora.

Mele marce?

In Aula Bozinovic stava riferendo sullo scandalo scoppiato la scorsa settimana, quando un collettivo di giornalisti ha rivelato che la polizia croata effettua respingimenti illegali e violenti ai danni di migranti e richiedenti asilo, sui quali è stata aperta un’inchiesta giudiziaria. Il reato in oggetto sarebbe quello di trattamento inumano e crudele, per il quale sono previsti fino a 10 anni di reclusione. Il ministro ha assicurato che gli agenti immortalati mentre manganellavano i migranti sono stati sospesi, aggiungendo che si tratta “sicuramente” di una violazione di individuale da parte di alcuni poliziotti, dando quindi la colpa a delle mele marce. Bozinovic ha però aggiunto: “Se quello di cui stiamo parlando venisse provato in un procedimento giudiziario, si tratterebbe comunque di un comportamento inaccettabile, ma non lo collegherei esclusivamente alla repressione dell'immigrazione clandestina. Questo è un comportamento inaccettabile di un agente di polizia in qualsiasi situazione, allo stadio o in qualche altro intervento”. Il premier croato Andrej Plenkovic dal canto suo ha ribadito l’importanza strategica della difesa dei confini, pur condannando le azioni illegali: “La Croazia rispetta le proprie leggi e i regolamenti internazionali. Non vogliamo comportamenti che possono avere un legame con lo Stato che non sono conformi al nostro ordinamento giuridico. Abbiamo il compito di proteggere il nostro confine e di prevenire l'immigrazione clandestina e pertanto apprezziamo il ruolo della polizia croata che protegge il confine”, ha dichiarato.

Il nodo migranti

Quello dell’immigrazione è da decenni uno dei dossier più incandescenti sui tavoli dei diplomatici europei. L’attuale sistema di gestione dei flussi si basa sul Regolamento di Dublino, che sancisce che i Paesi di primo arrivo devono prendersi in carico i migranti finché non vengono valutate le domande d’asilo. Questo espone gli Stati membri che si trovano lungo i confini esterni dell’Ue, come la Croazia, la Grecia e l’Italia, ad una pressione molto forte per gestire i flussi migratori. Per questo dodici Paesi hanno recentemente chiesto alla Commissione di considerare la possibilità di erigere barriere fisiche lungo i confini dell’Unione, per contrastare l’immigrazione clandestina che alcuni Stati terzi (come la Bielorussia e la Turchia) utilizzerebbero come arma per ricattare Bruxelles. La Lituania ha addirittura proposto di “legalizzare” i respingimenti dei migranti in determinate “situazioni d’emergenza”. Ma dalla Commissione pare non muoversi (quasi) nulla: se la presidente Ursula von der Leyen aveva annunciato di voler “abolire Dublino”, secondo il vice-presidente Margaritis Schinas non ci saranno progressi sul tema almeno fino alle presidenziali francesi, previste per la prossima primavera.

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