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Giovedì, 8 Dicembre 2022
Cosa sta succedendo / Ucraina

La crisi tra Russia e Ucraina spiegata in breve

Cosa sta succedendo al confine tra i due Paesi, a cosa punta Vladimir Putin e qual è stata la reazione della Nato e degli Stati Occidentali

Cosa sta succedendo al confine tra Russia e Ucraina

Fino a 130mila soldati russi e 1.200 carri armati, aerei da combattimento e batterie di missili a lungo raggio sono stati schierati sul confine orientale dell'Ucraina. Mosca afferma che si tratta di una semplice esercitazione militare ma l'accumulo di truppe, visto come una minaccia di invasione, ha innescato la più grande crisi nei legami Est-Ovest dalla Guerra Fredda. Il comandante in capo delle forze armate ucraine afferma che la Russia ha anche circa 2.100 militari nell'est del Paese, nel Dombass, le zone controllate dai ribelli, e che gli ufficiali russi ricoprono tutte le posizioni di comando nelle forze separatiste. Per attuare delle "esercitazioni congiunte" militari russi sono stati inviati anche in Bielorussia, Paese alleato di Mosca e confinante sia con l'Ucraina che con l'Ue.

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Quali sono le origini del conflitto

Nel 2014 il presidente ucraino e filorusso Viktor Yanukovych decide di sospendere l'accordo di libero scambio con l'Ue. Scattano forti proteste popolari, denominate Euromaidan, che lo costringono a lasciare il potere e scappare. Nella penisola di Crimea, abitata prevalentemente da russofoni, un gruppo di ribelli, probabilmente sobillati e armati dalla Russia, insorge e proclama l'indipendenza chiedendo, dopo un referendum vinto con oltre il 90 per cento dei voti, l'annessione alla Russia, annessione che Vladimir Putin immediatamente riconosce. Un'altra insurrezione armata esplode nel cuore industriale orientale del Paese, il Donbas, scatenando una guerra civile ancora in corso nelle province di Donetsk e Lugansk che ha causato già 14mila morti. Sia l'Ucraina che l'Occidente hanno accusato la Russia di aver inviato truppe e armi per sostenere i ribelli, ma Mosca ha sempre negato le accuse affermando che i russi che si sono uniti ai separatisti lo hanno fatto volontariamente. Un accordo di pace del 2015 denominato 'Minsk-2' prevede, tra le altre cose, da una parte che Kiev assicuri autonomia alle regioni separatiste e amnistia per i ribelli e dall'altra che i militari russi spariscano dal territorio. Nessuna delle due condizioni è stata rispettata.

A cosa punta la Russia

Più che prendere il controllo dell'Ucraina l'impressione è che Putin voglia costringere l'Occidente a negoziare e accettare una forte riduzione della sua presenza militare nella regione, presenza ritenuta una minaccia per la Russia. Mosca afferma che la sua è solo una risposta al fatto che la Nato da anni sta ammassando truppe vicino ai suoi confini, nei Paesi membri dell'Est Europa che sono entrati nell'Alleanza Atlantica dopo il 1997 come Lettonia, Lituania, Estonia, Polonia Romania e Bulgaria. A preoccupare Putin anche il fatto che l'Ucraina chiede di aderire alla Nato, cosa che il Cremlino vuole evitare a ogni costo. "Per noi è assolutamente obbligatorio garantire che l'Ucraina non diventi mai e poi mai membro della Nato", ha sentenziato il viceministro degli Esteri Sergei Ryabkov.

Qual è stata la risposta dell'Occidente

I Paesi occidentali sono stati compatti nel condannare ogni prospettiva di invasione russa dell'Ucraina. Al momento si sta provando a usare tutti i canali diplomatici possibili. A Ginevra si sono incontrati il segretario di Stato americano, Antony Blinken, e il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov. Il presidente francese Emmanuel Macron, quello del Consiglio italiano, Mario Draghi, hanno entrambi chiamato Putin. Lo stesso ha fatto il premier britannico Boris Johnson che è anche andato a Kiev dove ha incontrato il presidente Volodymyr Zelensky. Nel frattempo però da entrambe le parti si mostrano i muscoli e alcuni Paesi come il Regno Unito e gli Stati Uniti hanno inviato degli armamenti a Kiev, mentre altri hanno mandato soldati e mezzi nel Mar Baltico e nei Paesi Nato della regione come Lituania, Bulgaria e Romania. Mosca è stata minacciata anche di pesanti sanzioni economiche e di ritorsioni come lo stop all'acquisto di gas dalla Federazione.

Crisi ucraina, gli Usa mandano 3mila militari in Europa orientale

Tremila militari Usa saranno dispiegati per rafforzare la difesa del fronte orientale della Nato (in Germania, Polonia e Romania) e altri 8.500 sono stati messi “in stato di massima allerta” da Washington per un possibile invio sempre nell'Europa dell'Est. Le nazioni si dividono però tra quelle che vogliono una linea più dura e muscolare e quelle che preferiscono non provocare troppo Mosca e sono disposte ad ascoltare e accettare almeno in parte le sue richieste. Un conto è la difesa reciproca degli alleati Nato, prevista dall'articolo 5 del trattato, "un altro è la questione di quale sostegno dare all'Ucraina", che è "un partner importante, non un alleato. Su questo tra gli alleati ci sono visioni diverse, non lo nascondo", ha detto il segretario generale dell'Alleanza Atlantica Jens Stoltenberg.

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*grafici The Telegraph

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