Mercoledì, 20 Ottobre 2021
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Il Parlamento Ue: "Basta criminalizzare i senzatetto". Italia, Francia e Spagna sotto accusa

Nell'Unione 700 mila persone vivono per strada, una percentuale in crescita del 70 per cento in 10 anni. Le associazioni denunciano l'ingiustizia della richiesta di autocertificazioni per i clochard

Quello dei senzatetto è ancora una problematica troppo diffusa in Europa, dove ci son ancora oltre 700 mila persone costrette a vivere per strada, una quantità enorme, praticamente come tutti gli abitanti di una grande città. E il fenomeno è purtroppo in crescita con la quantità di clochard che è aumenta del 70%.

La risoluzione

Per questo in una risoluzione non legislativa (adottata con 647 voti favorevoli, 13 contrari e 32 astensioni), il Parlamento europeo ha lanciato l'allarme e chiesto un'azione più forte da parte della Commissione e dei Paesi Ue per porre fine al fenomeno entro il 2030. Gli Stati “dovrebbero adottare il principio 'Housing First', che aiuta a ridurre significativamente il fenomeno dei senzatetto, introducendo piani d'azione e approcci innovativi basati sul concetto che la casa è un diritto umano fondamentale”, si legge in una nota dell'Aula. I deputati sollevano anche preoccupazioni per quelle pratiche di criminalizzazione che durante la pandemia di coronavirus sono state messe in atto in alcuni Stati, tra cui l'Italia, e che sono state denunciate dal report “Quinta panoramica dell'esclusione abitativa in Europa 2020”, messo a punto dalla Feantsa, il network che riunisce le associazioni che lottano per la fine del fenomeno dei senzatetto.

Il problema delle autocertificazioni

Il testo lamenta il fatto che “diversi stati europei, come Francia, Spagna e Italia, hanno introdotto moduli di autocertificazione per cui deve essere fornita la ragione per cui una persona ha lasciato la propria casa, con sanzioni applicabili laddove ciò sia ritenuto ingiustificato”. Ma secondo le associazioni “per definizione, le persone senza dimora non dovrebbero essere punite per il mancato rispetto delle misure di confinamento e a loro dovrebbero essere offerte alternative sicure”. Il report si concentra molto anche sul fenomeno dei migranti senzatetto, che spesso vengono criminalizzati due volte, prima per l'ingresso irregolare nel paese, poi per non avere una casa. I dati italiani non sono molto recenti ma secondo il report la percentuale di persone che sono senzatetto da più di due anni è passata dal 27,4 al 41,1 per cento e quella di chi lo è da più di quattro anni dal 16 al 21,4 per cento nel periodo tra il 2011 e il 2014.

Le raccomandazioni

Il testo approvato dal Parlamento contiene tutta una serie di raccomandazioni per gli Stati membri, tra cui quella di lavorare sulla prevenzione e sull'intervento precoce; scambiare le pratiche ottimali con altri Paesi Ue, di depenalizzare il fenomeno, fornire pari accesso ai servizi pubblici come l'assistenza sanitaria, l'istruzione e i servizi sociali, di sostenere l'integrazione nel mercato del lavoro attraverso l'assistenza specializzata, la formazione e programmi mirati, di migliorare gli strumenti per raccogliere dati pertinenti e comparabili che aiutino a valutare l'entità del fenomeno, di fornire assistenza finanziaria alle ong, sostenendo le autorità locali per garantire spazi sicuri ai senzatetto e prevenire gli sfratti, soprattutto durante la pandemia Covid-19. Inoltre i parlamentari chiedono di attuare strategie nazionali integrate a lungo termine, basate sulle comunità locali e sull'edilizia abitativa, fornire un accesso costante ai rifugi di emergenza, come soluzione temporanea e promuovere l'imprenditoria sociale e le attività che favoriscono l'inclusione.

Fondi Ue per la lotta al fenomeno

Dal punto di vista europeo il Parlamento invita la Commissione e i Paesi UE ad utilizzare gli strumenti disponibili nell'ambito del bilancio comunitario a lungo termine (2021-2027) e dello schema per la ripresa e la resilienza per migliorare le opportunità di lavoro e l'integrazione sociale per le famiglie senza un impiego.

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