Sabato, 25 Settembre 2021
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Il Covid non ferma le spese militari: da Bruxelles 160 milioni per la difesa

Dai sistemi anti-drone, alla sicurezza informatica. La Commissione annuncia nuovi stanziamenti per dare all'Europa autonomia strategica in materia di investimenti bellici. Con i quali si possono anche combattere le pandemie

La Commissione europea ha fatto sapere di voler procedere, nonostante l’emergenza coronavirus, con l’apertura degli inviti alla presentazione delle proposte di progetti industriali di difesa comune da finanziare con 160 milioni di euro. La ‘call’ alle imprese del settore avviene assieme all’erogazione di 23 milioni di euro di finanziamenti al settore militare arrivati dal bilancio Ue del 2019.

Verso l'autonomia strategica Ue

Thierry Breton, commissario europeo per il Mercato interno, spiega che “in questo difficile periodo, stiamo mobilitando tutti i programmi dell'Ue a sostegno delle nostre aziende, grandi o piccole”. Ma, prosegue il commissario francese, “ci stiamo anche preparando per il futuro”. “Con lo sviluppo congiunto delle tecnologie di difesa - sottolinea Breton - stiamo rendendo l'Europa più resistente e rafforzando la nostra base industriale”. I progetti sono finanziati rispettivamente nell'ambito del programma europeo di sviluppo industriale della difesa (EDIDP), dal valore totale di 500 milioni di euro per il periodo 2019-2020, e dell'azione preparatoria per la ricerca sulla difesa (PADR), che può contare su un budget di 90 milioni di euro per il periodo 2018-2020. Si tratta di programmi precedenti al Fondo europeo per la difesa, che una volta a regime avrà il compito di sostenere una base industriale di difesa innovativa e competitiva, finalizzata all’autonomia strategica dell’Ue nel settore bellico.

Battere le pandemie con le tecnologie belliche

Con un budget totale di oltre 160 milioni di euro, gli inviti a presentare proposte per il 2020 comprendono 12 categorie di realizzazione, che riflettono le esigenze definite in stretta collaborazione con gli Stati membri. In realtà, non mancano i legami tra la lotta al Covid e i finanziamenti alla difesa comune Ue. Ad esempio, tra gli obiettivi dell’esecutivo Ue, c’è anche la progettazione, la prototipazione e il collaudo di tecniche mediche di radiologia chimica biologica nucleare, come l'immunoterapia preventiva e terapeutica, che potrebbero essere utili per tenere a bada future crisi pandemiche come quella che l'Europa e il mondo stanno affrontando oggi. Gli inviti mirano, inoltre, ad accrescere le capacità dell'Ue di rilevare e contrastare eventuali attacchi da parte di aerei senza pilota, nonché la difesa informatica dell’Ue per garantire la comunicazione e la condivisione sicura di informazioni.

Le piccole imprese del settore

Il programma prevede, infine, incentivi alla partecipazione delle piccole e medie imprese. Come nel 2019, una categoria con un budget di 10 milioni di euro è interamente destinata alle Pmi in grado di fornire soluzioni di difesa innovative e orientate al futuro.

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