Il Paese europeo più colpito dal Covid è anche il più ricco: ma il Lussemburgo dice no al lockdown

Il piccolo Granducato ha superato la Repubblica ceca per tasso di contagi, e ha una mortalità tra le più alte in Ue. Ma il premier si oppone a nuove restrizioni. Boom anche in Austria, che però ha cambiato strategia e adesso valuta test di massa per salvare il Natale (e le stazioni sciistiche)

Il premier lussemburghese Xavier Bettel

Il Paese più ricco d'Europa, almeno per Pil pro capite, è anche quello che registra il tasso di contagi di Covid-19 più alto dell'Ue: il Lussemburgo, infatti, ha superato la Repubblica ceca nella triste classifica dell'Ecdc, il centro europeo per il controllo delle malattie. Una classifica che vede nelle posizioni di vertice altri Stati con i redditi più alti al mondo, come Lichtenstein e Austria. Ma se Vienna ha deciso di cambiare strategia e indire un lockdown di 3 settimane nel tentativo di salvare il Natale (e la stagione turistica delle sue stazioni sciistiche), il Lussemburgo non sembra intenzionato a imporre il confinamento totale.

Granducato in affanno (ma senza confinamento)

"Al momento, la situazione è stabile, ma a un livello molto alto", ha detto il premier Xavier Bettel su Twitter. "La possibilità di ulteriori misure non può essere ignorata, ma non vogliamo fermarci del tutto". L'unico modo per il Lussemburgo di superare la pandemia è che la maggioranza della popolazione sviluppi anticorpi, ha aggiunto Bettel. Parole che sembrano ricalcare quelle delle autorità svedesi, la cui strategia dell'immunità di gregge è stata largamente criticata dalla comunità scientifica internazionale, oltre ad essere accusata di aver provocato un numero enorme di morti evitabili. 

Ma il Lussemburgo non sembra curarsi di queste evidenze: bar, ristoranti e palestre sono aperti, attraendo turisti dai Paesi vicini, in particolare da Francia e Belgio, dove invece queste tipologie di locali sono chiuse al pubblico da settimane. La ministra Corinne Cahen ha persino ritwittato sul suo profilo un articolo che invitava a visitare nel weekend questo "Paese risparmiato dal confinamento".

Ma i medici e il personale sanitario del Granducato non sembrano condividere la linea fin qui seguita e hanno chiesto rinforzi: i nuovi contagi sono da tempo sopra i 1000 al giorno in uno Stato di circa 630mila abitanti (come se in Italia fossero 100mila nuovi casi al giorno). E il tasso di mortalità è oltre le 10 vittime ogni 100mila abitanti durante le ultime due settimane, un tasso elevato se si considera la disponibilità elevata di strutture sanitarie.

Austria in lockdown (in ritardo)

Ma il Lussemburgo non è l'unico Paese europeo ad alto reddito a venire travolto da contagi e morti. Anche l'Austria fa i conti con un'impennata preoccupante dei casi di Covid-19. Il premier Sebastian Kurz, dopo aver inseguito una strategia "alla svedese", è tornato sui suoi passi e ha indetto un lockdown di 3 settimane. La speranza del leader austriaco è di salvare il Natale e la stagione turistica. E anche far dimenticare il caso di Ischgl, rinomata località sciistica che lo scorso inverno è diventata una sorta di focolaio europeo di coronavirus, pare anche per colpa delle autorità locali che avrebbero sottovaluto (o addirittura nascosto) i rischi di contagi per i turisti.

Oltre al lockdown, Kurz ha anche annunciato uno screening di massa sulla popolazione "per poter garantire la riapertura delle scuole e le feste di Natale". "Possiamo acquistare milioni di test antigene. Questa settimana informeremo la popolazione", ha annunciato il cancelliere alla tv austriaca Orf. I test a tappeto, ha spiegato, "sono uno strumento utile per controllare l'andamento epidemiologico". La vicina Slovacchia, che per prima ha attuato una misura del genere in Europa, si è detta pronta ad aiutare Vienna.

  

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