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Mercoledì, 7 Dicembre 2022
L'allerta / Ucraina

Cosa sta succedendo alla centrale nucleare più grande dell'Ucraina

Scambi di accuse tra Mosca e Kiev sui colpi d'artiglieria presso i reattori di Zaporizhzhia. Ue: "Nessun segno di aumento di radioattività". Ma i rischi di un incidente sono sempre più elevati

L'ultima minaccia è stata lanciata ieri dal generale Valeri Vasilyev, a capo del comando russo a Zaporizhzhia, la città sede della centrale nucleare più grande dell'Ucraina, la seconda in Europa: "Come sapete, abbiamo piazzato mine in tutti gli impianti importanti della centrale. Il nemico è stato avvertito. Il nemico sa che l'impianto sarà russo o di nessuno", ha scritto sui social, prima di che il messaggio venisse rimosso. Parole che comunque, secondo gli esperti, hanno ottenuto l'effetto sperato: far circolare nei Paesi Ue la paura di un nuovo incidente nucleare dopo quello, storico, di Chernobyl. Non a caso, proprio da Bruxelles sono arrivate in queste ore dichiarazioni che cercano di ridimensionare le conseguenze dei colpi di artiglieria avvenuti nel corso dell'ultimo fine settimana nei pressi della centrale, attacchi su cui Kiev e Mosca si sono incolpate a vicenda. Ma qual è la reale situazione a Zaporizhzhia?

La centrale è stata uno dei primi obiettivi dell'invasione russa in Ucraina: del resto, con i suoi sei reattori, che hanno una capacità netta di 950 megawatt di elettricità, l'impianto potrebbe soddisfare la domanda di elettricità di quattro milioni di famiglie. Per ora, i reattori attivi sono solo due, e i circa 10mila dipendenti sono adesso sotto il controllo dell'esercito di Mosca. La società statale ucraina Energoatom, che gestiva la centrale fino al marzo scorso, ha denunciato in queste ore che l'obiettivo della Russia, che avrebbe inviato dipendenti della sua compagnia statale Rosatom sul posto, è di tagliare i rifornimenti al Sud del Paese.

Per il momento, di certo ci sono i diversi attacchi lanciati da venerdì scorso contro gli impianti della centrale. I reattori sono protetti da muri di cemento e misure antincendio, ma l'uso di armi in un impianto viola, come ha affermato il direttore dell'Aiea (l'Agenzia internazionale dell'energia atomica) Rafael Grossi, tutte le misure di sicurezza nucleare. Il segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, ha definito gli attacchi un "suicidio". 

Sebbene i reattori non siano stati danneggiati e non ci siano perdite di radiazioni, i proiettili, secondo le informazioni di Energoatom, hanno danneggiato una linea elettrica esterna, una stazione di azoto-ossigeno e il sistema di rilevamento delle radiazioni. Gli impatti sono stati registrati anche nei pressi di serbatoi di combustibile nucleare già utilizzato. Maria Zajarova, portavoce del ministero degli Esteri russo, ha accusato le truppe ucraine dei danni alle strutture di Zaporizhzhia. Ma i sospetti su Mosca restano: secondo una recente analisi dell'Institute for the Study of War, la Russia sta usando l'impianto per aumentare la paura in Occidente di un incidente nucleare e fermare i tentativi di "fornire supporto militare a una controffensiva ucraina".

Secondo la commissaria Ue all'Energia Kdri Simson, "le informazioni ottenute dai sistemi di monitoraggio della radioattività dell'Ue e da fonti internazionali non indicano alcun aumento della radioattività in Ucraina o nell'Ue né alcuna minaccia immediata di radiazioni". Tuttavia, Bruxelles "invita la Russia a garantire che i lavori di riparazione possano essere eseguiti rapidamente e che sia garantita la sicurezza dei lavoratori coinvolti e del funzionamento della centrale nucleare".

L'Aiea ha affermato che a Zaporizhzhia sono stati violati cinque dei sette principi di sicurezza nucleare: l'integrità fisica degli impianti dovuta all'attività militare; il funzionamento in ogni momento dei sistemi di protezione; le buone condizioni dei dipendenti, che lavorano in condizioni di enorme stress; l'alimentazione elettrica, che ha subito danni a una linea esterna, e il monitoraggio di possibili radiazioni. 

Proprio l'Aiea dovrebbe finalmente poter accedere all'impianto. Finora, le ispezioni dell'agenzia internazionale sono state bloccate da Kiev, secondo cui l'eventuale intervento dell'Aiea sarebbe un indiretto riconoscimento dell'occupazione russa. Ma le tensioni degli ultimi giorni hanno smosso anche la leadership ucraina: il presidente Volodymyr Zelensky ha dato il suo via libera a una missione dell'agenzia a Zaporizhzhia. Se la missione avrà luogo, scrive El Pais, "questo sarebbe, insieme allo sblocco del trasporto di grano, uno dei grandi traguardi diplomatici raggiunti da quando la Russia ha lanciato la sua offensiva". 

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