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Domenica, 26 Maggio 2024
Soldi spesi male

La Corte dei conti Ue rimprovera l'Italia: pagata da Bruxelles per assumere mille esperti ma ne mancano 80

Dovevano aiutare le amministrazioni con il Pnrr. Nel report sulle spese dell'Ue, i giudici hanno individuato 14 possibili frodi e quasi 130 miliardi ad alto rischio in tutto il blocco

Più errori rispetto allo scorso anno e almeno 14 possibili frodi nei soldi europei spesi dagli Stati membri. È quanto rivela la Corte dei conti europei nella relazione annuale sul bilancio Ue 2022. L'aumento degli errori nelle spese è significativo, dato che sono aumentati al 4,2%, rispetto al 3% del 2021. Stiamo parlando di 196 miliardi di euro totali, di cui risultano "ad alto rischio" circa due terzi (il 66%) delle spese sottoposte ad audit. In cifre il rischio riguarda 129,3 miliardi di euro. Anche l'Italia figura tra i Paesi "rimproverati" dai giudici, perché ha ricevuto soldi per assumere degli esperti, ma una volta raggiunto il traguardo fissato da Bruxelles ha poi avuto un "regresso" nel numero di assunzioni stabilite.

Errori rilevanti e pervasivi

Mentre le entrate possono essere ritenute prive di errore, l'audit esprime un giudizio negativo sulla spesa effettuata dagli Stati membri, dove il livello di errore viene definito "rilevante e pervasivo". La Corte dei Conti ha segnalato problemi e debolezze nei sistemi di controllo dei Paesi del blocco, che hanno ripercussioni sui 46,9 miliardi di euro spesi nell'ambito del Recovery Fund (Pnrr). Oltre alle risorse finanziarie che non sono state utilizzate nel rispetto delle norme nazionali e dell'Ue, sono stati individuati anche 14 casi di presunta frode. I giudici hanno provveduto a segnalarli all'Ufficio europeo per la lotta antifrode (Olaf), che ha già avviato indagini su due. Sei sono stati invece segnalati alla Procura europea (Eppo), che ha avviato tre indagini.

I reati più frequenti

I presunti atti fraudolenti o reati segnalati più di frequente riguardavano: la creazione artificiale delle condizioni necessarie per ottenere i finanziamenti dell’Ue e l’uso delle sovvenzioni per finalità non autorizzate. I giudici hanno segnalato anche la dichiarazione di spese che non soddisfacevano i criteri di ammissibilità nonché irregolarità negli appalti. In base alle informazioni fornite e dopo la chiusura di indagini, l’Olaf ha raccomandato il recupero di 541,8 milioni di euro. Perdite causate dall'inflazione C'è poi un'indagine relativa all'inflazione. Sulla base delle previsioni della Commissione europea, la Corte stima che il bilancio dell'Ue potrebbe perdere quasi il 10 % del proprio potere d'acquisto entro il 2023. L'esposizione del bilancio dell'Ue a potenziali obblighi futuri è aumentata a 248,3 miliardi di euro alla fine del 2022 (mentre nel 20921 riguardava 204,9 miliardi di euro). Questa situazione deriva in parte anche dall'assistenza finanziaria all'Ucraina che nel 2022 è più che raddoppiata, passando a 16 miliardi di euro contro i 7 miliardi dell'anno precedente. Ad incidere sull'esposizione finanziaria dei futuri bilanci dell'Ue c'è anche l'approvazione di ulteriori 18 miliardi di euro avvenuta in extremis alla fine del 2022.

Gli esperti mancanti

L'indagine si è concentrata sul Piano nazionale di ripresa e resilienza, con cui Bruxelles ha generosamente irrorato le casse degli Stati membri per aiutarli a risollevarsi dopo la pandemia e per sostenere la transizione energetica europea. Nel 2022 l'esecutivo europeo ha eseguito 13 pagamenti per sovvenzioni agli Stati membri, che si riferivano in totale a 274 "traguardi" nonché a tutti i 37 obiettivi fissati da Bruxelles. In totale si è trattato di 53,7 miliardi di euro. Secondo i giudici, che hanno indagato su 11 pagamenti, sei di questi erano inficiati da "errori rilevanti". Tra i casi indicati c'è anche l'Italia, in rapporto all'obiettivo sul "Completamento dell’assunzione degli esperti per l’attuazione del Pnrr". Roma avrebbe dovuto completare le procedure di assunzione di un pool di mille esperti da impiegare per tre anni a supporto delle amministrazioni nella gestione delle nuove procedure per fornire assistenza tecnica. Nel dicembre 2021, alla presentazione della prima richiesta di pagamento, le autorità italiane avevano comunicato che erano stati assunti i mille esperti.

La Commissione ha ritenuto che l’obiettivo fosse stato raggiunto in modo soddisfacente, effettuando il pagamento il 13 aprile 2022. Quando Bruxelles ha effettuato un audit ex post nel maggio-giugno 2022, ha constatato che il pool di esperti era sceso a 935 unità a giugno 2022, senza però segnalare il "regresso" dell'obiettivo, effettuando comunque il secondo pagamento l’8 novembre 2022, quando il pool contava solo 924 esperti. L’Italia ha quindi ottenuto i soldi nonostante il mancato mantenimento di un obiettivo reputato già raggiunto. "Nel corso della missione sul posto condotta nel febbraio 2023, scrivono i giudici, gli auditor della Corte hanno constatato che il pool di esperti si era ulteriormente ridotto a 920 unità. "Pur riconoscendo che l’organico può oscillare entro un intervallo ragionevole e che lo Stato membro ha avviato procedure per occupare i posti vacanti, la Corte rileva in questo caso un persistente calo tendenziale che non è stato corretto per quasi un anno", hanno concluso i giudici.

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