Corte Ue alla Spagna: rilasci l'indipendentista Junqueras, ha immunità europea

Uno dei leader del movimento catalano, condannato per aver organizzato il referendum nella regione della Spagna, è stato eletto al Parlamento europeo ma resta ancora in carcere

Una manifestazione per la liberazione di Junqueras - foto Ansa EPA/SUSANNA SAEZ

Il leader di Esquerra Republicana de Catalunya (Erc), Oriol Junqueras, condannato a 13 anni di carcere con l'accusa di sedizione e appropriazione indebita per aver contribuito ad organizzare il referendum sull'indipendenza della Catalogna, essendo stato eletto a Strasburgo gode dell'immunità, e per questo avrebbe dovuto essere rilasciato per partecipare alla sessione costitutiva della nona legislatura del Parlamento europeo del 2 luglio a Strasburgo. La Corte di giustizia dell'Unione Europea entra così con una sentenza pesante nella battaglia in corso in Spagna tra Barcellona e Madrid.

"La giustizia viene dall'Europa"

"La giustizia è venuta dall'Europa. I nostri diritti e quelli di 2 milioni di cittadini che hanno votato per noi sono stati violati. Annullamento della sentenza e libertà per tutti! Persistere come abbiamo fatto noi!", si legge in un tweet postato sull'account di Junqueras, gestito dai suoi sostenitori. L'ex presidente catalano, Carles Puigdemont, ha chiesto la sua "immediata liberazione". "Ci sono ancora giudici in Europa - ha aggiunto - La Corte di giustizia europea difende gli stessi criteri che abbiamo difeso noi contro il Parlamento europeo e le autorità spagnole, che hanno cercato di alterare il funzionamento della democrazia europea". Secondo El Mundo, la sentenza apre anche la porta al ritorno in Spagna dell'ex presidente della Generalitat catalana, rincorso in Belgio da un mandato di cattura emesso da Madrid.

Sassoli: Madrid chieda la revoca dell'immunità

Dal canto suo la Commissione europea ha "preso nota" della prima decisione della Corte che chiarisce l'articolo 9 del protocollo sulle immunità ed i privilegi dell'Ue, aggiungendo che ora "sta alla Corte suprema spagnola e al Parlamento europeo valutare il seguito a questa decisione preliminare". E in una nota il presidente dell'Assemblea comunitaria, David Sassoli, ha affermato che se le autorità spagnole intendono chiedere la revoca dell'immunità, questa deve essere richiesta "il prima possibile al Parlamento europeo", che deve avere l'ultima voce in capitolo conformemente all’articolo 9 del protocollo.

La causa

La causa nasce dal ricorso di Junqueras che, eletto eurodeputato il 26 maggio 2019, si è visto negare il permesso straordinario di uscire dal carcere al fine di recarsi a prestare giuramento di fedeltà alla Costituzione spagnola davanti alla Commissione Elettorale Centrale, atto necessario, secondo il diritto spagnolo, ad essere nominato eurodeputato, e per poi partecipare alla plenaria del Parlamento. Junqueras allora era in detenzione preventiva: il 14 ottobre scorso gli è stata inflitta una condanna a 13 anni di carcere per sedizione, con l'interdizione assoluta dai pubblici uffici per un periodo analogo. Per la Corte di Giustizia, una persona eletta al Parlamento Europeo "acquisisce la qualifica" di eurodeputato al momento della proclamazione dei risultati elettorali, godendo da allora in poi delle relative immunità. Secondo il Trattato sul Funzionamento dell'Ue, osserva la Corte, le istituzioni comunitarie e i suoi membri "devono godere delle immunità necessarie al compimento delle missioni che vengono loro attribuite".

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Libertà di movimento per i deputati

Tra le immunità, c'è proprio l'immunità di trasferimento, che "protegge i movimenti dei membri del Parlamento Europeo verso i luoghi in cui si riunisce l'Aula, inclusa la sua prima riunione", che si è tenuta nel luglio scorso. La Corte ricorda che le immunità degli eurodeputati sono necessarie a proteggere il buon funzionamento delle istituzioni Ue. La Corte dichiara che l'immunità di movimento "implica la rimozione di qualunque misura di carcerazione preventiva" che sia stata adottata nei confronti dell'eurodeputato "prima di essere proclamato eletto". Di conseguenza, "se il Tribunale nazionale competente ritiene necessario mantenere la misura di carcerazione provvisoria, deve chiedere il più presto possibile al Parlamento Europeo la sospensione dell'immunità in questione".

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