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Giovedì, 19 Maggio 2022
Le trattative / Francia

La Francia pronta a cedere, la Corsica verso l'autonomia

Il ministro dell’Interno si è recato nell’isola per "aprire un ciclo di discussioni" con i rappresentanti locali dopo due settimane di pesanti scontri tra manifestanti e forze dell’ordine

Da due settimane, in Corsica è in corso una vera e propria rivolta che ha riacceso lo spirito separatista dell'isola francese. Dopo giorni di pesanti scontri tra manifestanti e forze dell’ordine il ministro dell’Interno, Gérald Darmanin, si è recato nella Regione per “aprire un ciclo di discussioni con i rappresentanti e le forze vive” dell’isola sulla questione dell’autonomia.

L’ondata di proteste è a sostegno del militante indipendentista Yvan Colonna, aggredito brutalmente da un detenuto nel carcere di Arles, nella regione della Provenza. L'uomo, che si trova ora ricoverato in gravi condizioni, sta scontando un ergastolo per l'assassinio del prefetto francese Claude Erignac, avvenuto nel 1998. I manifestanti, che sono scesi in piazza al grido di “Statu Francese Assassinu”, accusano Parigi di essere responsabile del tentativo di omicidio del militante.

Per far fronte a questa ondata di proteste anche violente, che ha già causato decine di feriti, il governo francese si è detto disposto a discutere dell’autonomia della regione, ponendo come condizione per iniziare il dialogo il ritorno della calma in quanto "non può esserci un dialogo sincero in una democrazia sotto la pressione" della violenza o con "l'onnipresenza delle forze dell'ordine".

Darmanin ha dichiarato di voler trovare un accordo sulle "richieste dei rappresentanti corsi sul futuro istituzionale, economico, sociale o culturale", soprattutto "quelle del presidente del Consiglio esecutivo, Gilles Simeoni", un ex indipendentista eletto rappresentante dell'isola che chiede lo statuto speciale autonomo.

In un'intervista al quotidiano Corse Matin, Darmanin si è detto "pronto ad andare fino all'autonomia" se "prima si discute su cosa significa autonomia" e che per questo si impegnerà in una "discussione senza precedenti intorno alla questione istituzionale". Un processo che, assicura, sarà "logicamente impegnato durante il secondo mandato del presidente della Repubblica", se Emmanuel Macron sarà rieletto.

Simeoni ha ribattuto dicendo che le parole del ministro a Corse Matin sono "importanti" ma "non ancora una vittoria" né per lui "né per il popolo corso". Per il presidente della regione, lo Stato dovrebbe cedere un certo numero di competenze, tra le quali cita "la fiscalità", "la politica di lotta contro la speculazione immobiliare" o "alcune politiche di sviluppo economico".

Nel frattempo, però la situazione nell’isola si fa sempre più tesa e lo scenario potrebbe aggravarsi ulteriormente se Yvan Colonna, 61 anni, che è ricoverato in uno stato di "morte cerebrale", dovesse morire. Nella sola giornata di domenica sono state ferite 102 persone durante gli scontri, compresi 77 membri delle forze di polizia. "Ci sono lesioni gravi" secondo il procuratore di Bastia, Arnaud Viornery. Secondo le cifre pubblicate, 650 bombe Molotov sono state lanciate contro la polizia, mentre uno stock di altre 400 bombe Molotov è stato sequestrato poco prima della manifestazione, in un parcheggio.

Ed è stata la gravità della situazione a spingere l’Eliseo ad intavolare urgentemente la discussione, “non per cedere alle pressioni della strada”, ma perché "quando si hanno centinaia di liceali di 16 o 17 anni che vanno più o meno ad attaccare i poliziotti con l'ascia, il primo dovere del ministro dell'Interno è quello di evitare una morte tra i 16 e 17enni e tra le madri e i padri di famiglia che sono poliziotti e gendarmi”. Ed è per questo motivo, ", ha detto il ministro dell'interno, “voglio parlare ai corsi e ricordare loro l'ordine repubblicano che è anche a portata di mano”.

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