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Venerdì, 24 Giugno 2022
La rivolta / Francia

Cosa succede se la Corsica boicotta le elezioni in Francia

In seguito all’omicidio dell’indipendentista corso Yvan Colonna alcuni dei partiti separatisti stanno chiedendo ai propri elettori di non recarsi alle urne il prossimo fine settimana

I separatisti corsi chiedono il boicottaggio delle elezioni presidenziali francesi, previste per la prossima settimana. A lanciare l’appello è il partito “Core in Fronte”, movimento indipendentista che conta sei membri eletti all’assemblea regionale, e che su Twitter ha spiegato che il gesto sarebbe giustificato dalla “responsabilità dello Stato francese dell’omicidio di Yvan Colonna”. Stessa linea anche per l'altro gruppo indipendentista, Corsica Libera, che ha un membro eletto nell'assemblea corsa, che ha invitato i suoi militanti a non recarsi alle urne. "Non spetta a noi scegliere il nostro prossimo interlocutore. Seguiremo queste elezioni da vicino, ma invitiamo i nostri attivisti a non partecipare attivamente, soprattutto nella situazione attuale", ha detto Petru Anto Tomasi, membro del movimento.

Gli altri due partiti indipendentisti, Partitu di a Nazione Corsa (Pnc) e Femu a Corsica, hanno invece optato per due posizioni più moderate. Jean-Christophe Angelini, presidente del Pnc ha dichiarato di non volere, almeno per il primo turno, dare indicazioni di voto in quanto nessuno dei candidati è, secondo lui, realmente interessato alla questione corsa. Femu a Corsica, il partito dell'attuale maggioranza territoriale è meno categorico. "Vogliamo ascoltare e fare la domanda a tutti i candidati. Ci sono già state posizioni chiare e ne faremo il punto", sottolinea Jean-Félix Acquaviva deputato di Femu a Corsica. Tuttavia, Femu, non esclude di boicottare queste elezioni "se tutte le forze decideranno di farlo".

Ma nella pratica, anche se l’intero corpo elettorale corso decidesse di astenersi dal voto, non ci sarebbero conseguenze tangibili sul risultato dell’elezione. L’isola conta appena 339mila abitanti su una popolazione nazionale di oltre 67 milioni, ovvero lo 0,51 per cento della popolazione.

Il boicottaggio da parte degli indipendentisti arriva dopo un mese di pesanti scontri e proteste scatenati dall’aggressione che ha causato la morte dell’indipendentista Yvan Colonna. In seguito all’aggressione, i sostenitori di Colonna, che in precedenza avevano denunciato presunti "trattamenti degradanti" che l'uomo stava subendo in prigione, sono scesi in strada chiedendo l'autonomia dell'Isola e accusando lo Stato francese di "omicidio". Le proteste hanno portato a scontri con la polizia, con 67 persone ferite e polemiche per l'uso della forza da parte degli agenti. Parte dei dimostranti nazionalisti vedono Colonna come un prigioniero politico, una vittima innocente dello Stato francese.  

La morte di Colonna aveva poi infiammato ulteriormente le proteste. Anche per calmare le acque, il presidente Emmanuel Macron aveva riaperto ai negoziati per l'autonomia della regione e aveva inviato nell'isola il ministro dell’Interno, Gérald Darmanin,  per “aprire un ciclo di discussioni con i rappresentanti e le forze vive” dell’isola sulla questione dell’autonomia.

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