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Martedì, 7 Febbraio 2023
Il repulisti / Ucraina

Corruzione, coinvolti pezzi grossi vicini a Zelensky: stop a vacanze e dimissioni forzate

Una serie di scandali ha colpito membri del governo di Kiev. Dietro il pugno duro del presidente ci sono anche i 15 miliardi di aiuti promessi dall'Ue

Un viceministro arrestato, altri quattro licenziati insieme a cinque governatori regionali e almeno quattro funzionari di alto livello. Il "repulisti" del presidente Volodymyr Zelensky potrebbe essere solo all'inizio: il leader ucraino ha annunciato una riorganizzazione della sua amministrazione a vari livelli di responsabilità a seguito di una serie di denunce di corruzione. E ha vietato a ministri e funzionari di recarsi all'estero, se non per motivi strettamente necessari. Un'operazione salutata con favore dall'Unione europea, che attendeva proprio un segnale da Kiev in tal senso per cominciare a sbloccare i restanti 15 miliardi di aiuti concordati a dicembre, ma ancora nelle casse di Bruxelles. 

Gli scandali

Il giro di vite è cominciato dopo lo scandalo che ha colpito domenica Vasyl Lozynski, viceministro delle Infrastrutture, finito in carcere con l'accusa di aver incassato 400 mila dollari per facilitare l’acquisto di generatori elettrici a prezzi gonfiati. Un'accusa gravissima, tanto più vista la situazione di crisi umanitaria del Paese in seguito ai bombardamenti russi sulle reti energetiche. Un'inchiesta giornalistica ha poi fatto emergere un altro presunto scandalo che coinvolgerebbe il ministero della Difesa: anche in questo caso si parla di prezzi gonfiati, stavolta per le razioni di cibo dei soldati.

La reazione di Zelensky è stata immediata: stando ai media ucraini, al momento quattro viceministri, tra cui quello alla Difesa, e cinque governatori regionali si sono dimessi o sono stati rimossi dall'incarico. La raffica di dimissioni (o licenziamenti) ha colpito anche un fedelissimo del presidente, Kyrylo Tymoshenko, vice capo dell'ufficio della presidenza ucraina, e poi il vice procuratore generale Oleksiy Simonenko e altri due alti funzionari. Per quasi tutti, stando ai media ucraini, pesano diverse accuse di corruzione, non solo quelle legate agli scandali dei generatori e dei pasti dei soldati. Il governatore dell'oblast di Kiev, Oleksij Kouleba, che figura tra i dimissionari, dovrebbe invece venire promosso con un posto nel governo. 

Altra misura adottata da Zelensky è stata di vietare i viaggi all'estero di ministri e funzionari "per vacanza o per qualsiasi altro scopo non governativo", ha detto il presidente ucraina nell'annunciare un decreto che si applica a "tutti coloro che dovrebbero lavorare per lo Stato e nello Stato".

I 15 miliardi in gioco

Le mosse di Zelensky hanno trovato il plauso di Bruxelles: la Commissione europea ha sottolineato che il presidente ucraino sta agendo "seriamente" contro la corruzione nel suo Paese. "Apprezziamo il fatto che le autorità ucraine stiano prendendo sul serio la questione", ha detto la portavoce dell'esecutivo comunitario, Ana Pisonero. La lotta alla corruzione è una delle misure che Bruxelles richiede ai Paesi candidati per entrare nell'Ue. Ma è anche una delle condizioni che diversi Stati membri del blocco, tra cui la Germania, hanno imposto per lo sblocco degli aiuti promessi a Kiev. A dicembre, l'ammontare complessivo di questi aiuti, che dovrebbero servire a far fronte ai costi della guerra e alla ricostruzione, ha raggiunto i 18 miliardi di euro. A gennaio, sono stati sbloccati 3 miliardi, per i quali non sono state poste particolari condizioni. Ma per i restanti 15 miliardi l'Ucraina dovrà dare seguito a un pacchetto di 20 misure  per ottenere gli assegni, tra i quali la lotta alla corruzione e la riforma della giustizia hanno un peso fondamentale. "Verificheremo che queste riforme siano state effettivamente messe in atto al momento del pagamento delle rate", è il monito della Commissione a Zelensky.

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