La corruzione è un problema diffuso per nove imprese italiane su 10

Secondo un Eurobarometro la percezione del fenomeno è più grave solo in Romania, Grecia e Portogallo. Ma a frenare lo sviluppo economico si ritiene che siano soprattutto tasse e burocrazia

La corruzione resta un problema molto sentito in gran parte d'Europa con il nostro Paese che è purtroppo uno di quelli in cui è percepito in maniera più grave e asfissiante.

Il sondaggio

Secondo i risultati dell'ultimo Eurobarometro pubblicato dalla Commissione Ue in occasione della giornata internazionale anti-Corruzione, un numero significativo di imprese europee continua a ritenere che la corruzione sia diffusa (63% contro il 75% nel 2013). Queste percentuali, che sono superiori alla metà in 22 Stati su 28, schizzano al 91% in Italia, e peggio di noi fanno soltanto Romania (97%), Grecia (95%) e Portogallo (92%), mentre la problematica è ritenuta quasi inesistente in Danimarca dove la percentuale di quelli che la ritengono diffusa è solo del 16%.

Rischio per la democrazia

"La corruzione mina la democrazia e lo Stato di diritto, che sono le fondamenta delle società europee. Con l'andare del tempo, la sua influenza aumenta le disuguaglianze e minaccia la coesione sociale. Nel corso degli anni abbiamo compiuto notevoli progressi come Ue, ma resta ancora molto da fare”, ha ammesso Ylva Johansson, commissaria per gli Affari interni, che ha promesso che Bruxelles continuerà “a lavorare con le autorità nazionali, le organizzazioni internazionali, la società civile e il settore privato per eradicarla". Ma le aziende al momento credono poco a queste promesse e il 51% degli intervistati ritiene improbabile che le persone o le imprese corrotte siano prese o segnalate alla polizia o alla magistratura. In questo caso l'Italia fa leggermente meglio della media europea con il 49% che ritiene questa eventualità “improbabile”.

Tasse problema più grave

In generale però la corruzione non è ritenuta il problema principale che impedisce lo sviluppo dell'economia dalle nostre aziende che invece puntano principalmente il dito contro: tasse troppo elevate, legislazioni in continuo cambiamento e burocrazia che rende le procedure complicate. Se la prima è stata segnalata come un freno allo sviluppo dell'impresa dal 54% degli intervistati (a fronte di una media Ue del 37) le altre sono state indicate addirittura, rispettivamente, dal 98, 89 e 86%, a fronte di un media Ue di 63, 63 e 62%.

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