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Domenica, 3 Marzo 2024
La cerimonia

Zelensky: "Presto nell'Ue". Ma Bruxelles frena: "Lavoro duro, fare di più contro corruzione e oligarchi"

Issata la bandiera europea alla Rada. Per Kiev inizia il percorso di adesione. Ma i nodi da sciogliere sono tanti

La bandiera dell'Unione europea è stata issata alla Rada, il parlamento ucraino, a simboleggiare l'inizio del cammino di Kiev verso l'adesione al blocco, dopo l'ok ricevuto dai 27 governi Ue allo status di candidato. Un percorso che "non deve richiedere anni o decenni" ha detto Volodymyr Zelensky. Ma a frenare l'entusiasmo del presidente ucraino c'è il richiamo alla realtà della presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, che, intervenendo da remoto alla cerimonia della Rada, ha sottolineato il "duro lavoro" che attende l'Ucraina. In particolare nella lotta alla corruzione. 

“I prossimi passi sono alla vostra portata", ha detto von der Leyen nel suo video-messaggio. "Ma - ha aggiunto - richiederanno duro lavoro, determinazione e soprattutto unità di intenti". Il riferimento è alla lotta alla corruzione, che è stato il cavallo di battaglia proprio di Zelensky alle presidenziali del 2019. “Avete creato un'impressionante macchina anticorruzione - ha proseguito la leader della Commissione Ue - Ma ora queste istituzioni hanno bisogno di denti e delle persone giuste in posizioni di alto livello”. Ossia, è il non detto, occorre nominari i vertici dei due enti anti-corruzione del Paese, quello del procuratore nazionale e l'Ufficio nazionale anticorruzione.

Von der Leyen ha anche insistito sulla necessità di riformare la Corte costituzionale del Paese, nello specifico per quel che riguarda le procedure di selezione dei giudici, in linea con le raccomandazioni della Commissione di Venezia, l'organo del Consiglio d'Europa che fissa le linee guida a cui i candidati all'accesso Ue devono atternersi in materia di giustizia. La presidente dell'esecutivo comunitario ha anche esortato Kiev ad adottare una legge sui media che rispetti gli attuali standard Ue.

Uno dei nodi più delicati è quello che riguarda la cosiddetta legge anti-oligarchi, che già in passato ha fatto alzare più di un ciglio a Bruxelles e a Strasburgo: la normativa, infatti, prevede che l'organo preposto a stilare l'elenco degli oligarchi sia dallo stesso presidente della Repubblica. I critici della legge la vedono come una misura populista che potrebbe conferire più potere al presidente in carica. “Oggi, l'Ucraina è l'unico paese del partenariato orientale europeo ad aver adottato una legge per spezzare la presa degli oligarchi sulla vita economica e politica. E vi lodo per questo", ha premesso von der Leyen. Ma adesso, ha aggiunto, l'Ucraina deve concentrarsi sull'attuazione della legge "in modo legalmente corretto".

Perché l'Ucraina non è ancora un Paese Ue (e non lo sarà a breve)

Parole, quelle di von der Leyen, che Zelensky non ha commentato direttamente: "Abbiamo presentato la candidatura in 115 giorni. E il nostro percorso verso l'adesione non deve richiedere anni o decenni. Dobbiamo superare questo percorso rapidamente. Rendere perfetta la nostra parte di lavoro. Per consentire ai nostri amici dell'Unione europea di prendere un'altra decisione storica per noi, altrettanto rapidamente e in modo consolidato", ha detto il presidente ucraino.

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