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Palermo - foto Ansa  RUGGERO FARKAS

Palermo - foto Ansa RUGGERO FARKAS

Scandalo corruzione e malgoverno a Liegi, per il giornale belga la città "sembra Palermo"

Il paragone tra il capoluogo della Vallonia e quello della Sicilia indigna gli italiani in Belgio. Ma è forse una delle conseguenze del successo nel Paese della serie televisiva della Rai "Il Cacciatore"

Se a Liegi è scoppiato un caso di malgoverno e corruzione allora la città assomiglia a Palermo. Sta facendo discutere e arrabbiare la comunità italiana in Belgio questo paragone in senso dispregiativo del capoluogo della Vallonia con quello della Sicilia.

L'articolo

A farlo è stato La Libre, una delle principali testate del Paese, in un articolo in cui parla dell'affaire Nethys, una complicata saga politico-giudiziaria iniziata nel 2016, quando si scoprì che i 'comitati settoriali intercomunali', delle aziende pubbliche che aiutano i Comuni in diversi settori, offrivano generose remunerazioni a politici di diversi partiti, per partecipare a riunioni inutili o addirittura mai avvenute. Da anni la magistratura indaga una rete di relazioni in continua espansione, con il sospetto che queste remunerazioni fossero modi per corrompere i politici dai quali ottenevano vantaggi e stipendi più alti per i loro dirigenti. “Liegi, c'è aria di Palermo sulla Mosa”, il fiume che attraversa la città, si intitola l'articolo che sta facendo discutere.

Il cacciatore

La cosa non è passata inosservata a uno dei tanti italiani che vivono nel paese che ha subito postato l'articolo in un gruppo dedicato ai nostri connazionali a Bruxelles. “È un titolo inoffensivo e inopportuno”, scrive un uomo sostenendo criticando l'accostamento tra Liegi e Palermo “per descrivere una situazione di corruzione e malgoverno”, chiedendo anche l'intervento dell'ambasciata italiana. La fama non proprio lusinghiera della città siciliana è anche una conseguenza del successo della serie prodotta dalla Rai “Il cacciatore”, che sta spopolando in Belgio, e che narra le indagini del magistrato Alfonso Sabella, che nella fiction è Saverio Barone, membro del pool antimafia di Palermo dei primi anni novanta. Un po' come Gomorra con Napoli o Suburra con Roma il successo televisivo a volte porta con sé anche una certa pubblicità negativa.

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