Certificati di igiene e salute per gli hotel, così la Turchia fa ripartire il turismo

Il piano del ministero per assicurare il via libera a partire dal primo giugno. La certificazione dovrebbe essere fornita da istituzioni internazionali riconosciute. Misure speciali anche per i viaggi

Foto Ansa EPA/SEDAT SUNA

Con l'estate alle porte la Turchia di Recep Tayyip Erdoğan è intenzionata a non perdere la stagione turistica che, nel Paese, vale 34,5 miliardi di dollari ed è una fondamentale fonte di valuta estera utile a tenere a bada l'inflazione.

Il piano

Ieri il ministro della Cultura e del Turismo, Mehmet Nuri Ersoy, ha presentato il piano che dovrebbe consentire ad alberghi e altre strutture del settore di poter aprire a breve per accogliere i visitatori a aprtire dal primo giugno. Il provvedimento più importante prevede l'istituzione di un certificato di igiene e salute, che dovrà essere rilasciato da “istituzioni internazionali riconosciute” per assicurare “un alto livello” di standard di sicurezza. "Il nostro programma di certificazione deve garantire che i nostri ospiti in Turchia possano fare le loro vacanze in modo sicuro e igienico e sentirsi a proprio agio durante la loro visita", ha dichiarato Ersoy, spiegando che il piano prevede anche "misure preventive e protettive tra cui il trasporto aereo, marittimo e terrestre, i porti di arrivo, tutte le strutture che forniscono un'esperienza di vacanza, le condizioni di salute dei dipendenti del settore e dei turisti stessi".

Le misure per i viaggi

La Turchia ha registrato 1.542 nuovi casi di coronavirus in 24 ore, portando il totale a 138.657 con il bilancio delle vittime che è arrivato a 3.786. Per assicurarsi che questi numeri non salgano a tutti i passeggeri dei voli, con quelli della Turkish Airlines destinati a ripartire presto, verrà chiesto di indossare maschere per entrare negli aeroporti "dal momento del check-in fino al check-out" e di sottoporsi allo screening della temperatura. I dipendenti del settore dei viaggi riceveranno addestramento e attrezzature per l'igiene e saranno sottoposti a regolari controlli. Agli hotel e ristoranti sarà chiesto di assicurare misure di distanziamento sociale e c'è l'impegno di assicurare la sterilizzazione frequente dei veicoli del trasporto pubblico, dove pure si prenderanno misure di social distancing.

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Al via la fase due

Finito il quinto fine settimana consecutivo di coprifuoco nel Paese sono riaperti dopo 50 giorni parrucchieri e barbieri, che dovranno rispettare rigide misure di igiene e distanziamento sociale e l'obbligo di mascherine. Via libera da anche ai 436 centri commerciali turchi, chiusi dal 20 marzo, dove però bar e ristoranti resteranno per il momento fermi. Ripartono anche diversi settori produttivi, tra cui molte grandi fabbriche del settore auto.

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