Una Covid-tax per far pagare la crisi ai più ricchi, la proposta di Podemos in Spagna

Verrebbero tassati progressivamente i patrimoni a partire da un milione di euro. Il vicepremier Iglesias: "Non basta sventolare bandiere per dimostrare patriottismo, lo si fa anche pagando tasse"

Pablo Iglesias - foto Ansa EPA/BALLESTEROS

Se ci sono dei sacrifici da fare per superare la crisi dovuta alla pandemia di coronavirus, questi sacrifici li devono fare soprattutto quelli che hanno di più, i più ricchi.

Covid-Tax

È partendo da questa considerazione che Podemos in Spagna ha proposto l'istituzione di quella che da alcuni è stata ribattezzata una Covid Tax, che andrebbe a colpire proprio i principali patrimoni del Paese. “Non più soltanto i più deboli. Tutti devono rimboccarsi le maniche, per questo proponiamo una 'tassa di ricostruzione' per i ricchi”, ha detto Pablo Iglesias, in un'intervista a La Stampa. Per il leader del partito, nonché vicepremier spagnolo, dando il loro contributo economico i detentori delle “grandi fortune potranno finalmente dimostrare l'amore per la patria”, perché “il patriottismo non si esibisce solo sventolando le bandiere”, ma anche “pagando le tasse”.

Le disparità nel Paese

Unidas Podemos è l'alleato di minoranza nel governo del socialista Pedro Sánchez, e la proposta della tassa è stata avanzata da un suo membro, la ministra del Lavoro Yolanda Díaz. I costi della crisi sono stati altissimi e resteranno alti, per questo la Spagna con l'Italia è tra i Paesi che più spingono per un Recovery Fund europeo. Ma non basta. “Al momento in Spagna, esiste una tassa sulla ricchezza - ma è inefficace perché le regioni (comunidades autónomas) possono ridurla autonomamente quasi a zero e quindi praticare il dumping fiscale” e per questo “la disuguaglianza è cresciuta significativamente nell'ultimo decennio”, e adesso “l'1% più ricco possiede il 25% della ricchezza del Paese, mentre il 20% più povero possiede solo lo 0,1% della torta”, ha scritto in un intervento sul Guardian Pablo Echenique, portavoce di Podemos nel Parlamento di Madrid. Per questo ora, ha spiegato il deputato, “proponiamo che la Spagna istituisca un'imposta effettiva sulla ricchezza che sarà capace di generare oltre 10 miliardi di euro ogni anno, circa l'1% del Pil”.

Imposta progressiva

Questo, ha garantito, “può essere fatto senza tassare affatto la classe media”, con quello proposto dalla formazione della sinistra radicale che sarebbe uno schema progressivo che inizierebbe con un'imposta del 2% sulle fortune pari o superiori a 1 milione di euro, per poi aumentare progressivamente a 2,5% su quelle da 10 milioni di euro, al 3% da 50 milioni di euro e al 3,5% dai 100 milioni in su, in modo da “concentrarsi maggiormente sulle entrate delle mille persone più ricche” della Spagna. Secondo la proposta si manterrebbero però ad esempio le esenzioni fiscali sulla prima casa se questa ha un valore fino a 400mila euro.

Cittadini favorevoli

La proposta avrebbe il consenso del popolo spagnolo. Secondo un sondaggio pubblicato su Público due settimane fa ben il 68 percento dei cittadini sarebbe favorevole a un provvedimento del genere. Ma la strada per la sua eventuale approvazione è ancora in salita. Per il momento la proposta di Unidas Podemos è al vaglio della commissione parlamentare per la ricostruzione post Covid-19. Se lì otterrà la maggioranza e sarà inclusa nelle sue raccomandazioni passerà alla discussione formale nel governo dopo l'estate.

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