Coronavirus, proposta di Madrid: 1.500 miliardi Ue a fondo perduto per i Paesi più colpiti

La Spagna punta ad aggirare l'impasse sui coronabond con una proposta che implica maggiore solidarietà e condivisione ma meno problemi legali per Paesi come la Germania

Pedro Sanchez - foto Ansa EPA/BALLESTEROS / POOL

Se l'Unione europea vuole sopravvivere alla pandemia di coronavirus ha solo una strada da intraprendere, quella della solidarietà. Per questo la Spagna ha deciso di portare al Vertice europeo di questa settimana una proposta per superare l'impasse sui coronabond, che sarebbe ancora più vantaggiosa per Madrid ma anche per l'Italia e la Francia.

La proposta di Sanchez

Come riporta El Pais, che ha ottenuto il documento prodotto dal governo del socialista Pedro Sanchez, la coalizione di sinistra proporrà l'istituzione di un fondo da 1.500 miliardi di euro finanziato con debito perpetuo per fare fronte alla crisi causata dal Covid-19. che verrà assegnato tramite trasferimenti - e non come debito - tra i Paesi maggiormente colpiti dalla crisi. Secondo El Pais, la Germania potrebbe accettare tale proposta. Questi soldi in pratica, sarebbero debiti irredimibili, cioè a fondo perduto, che dovrebbero essere coperti da una parte del bilancio Ue. La Spagna si presenterà giovedì 23 una posizione in linea con quella difesa da altri Paesi del Sud come l'Italia e la Francia, ma che fornisce soluzioni diverse e soprattutto è pensata come una via di mezzo che potrebbe, si spera, essere negoziata con la Germania che non sembra disposta ad accettare alcun tipo di corona bond.

Superare le resistenze di Berlino

La proposta spagnola aggirerebbe il problema con un grande fondo che potrebbe essere collegato al bilancio dell'Ue che per Berlino non comporterebbe modifiche giuridiche che avrebbero bisogno di complesse votazioni nel parlamento tedesco e potrebbero essere oggetto di ricorsi alla Corte costituzionale del Paese. Si tratta di una proposta contenuta in un documento di tre pagine e che prevede l'attuazione in tempi rapidi: fondo da costituire dal 1 giugno. Un tale Fondo di recupero eviterebbe il massiccio indebitamento dei paesi del Sud e aiuterebbe le loro economie a riprendersi. Non presterebbe denaro ai Paesi, come nei salvataggi della Grande Recessione, ma effettuerebbe trasferimenti diretti limitati alla durata della crisi. L'ammontare di questi trasferimenti - non rimborsabili - non sarebbe legato al reddito degli Stati, ma al modo in cui il coronavirus li colpisce in relazione a criteri quali la percentuale di popolazione colpita, il calo del Pil o l'aumento della disoccupazione.

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Debito perpetuo

Il Fondo per la ricostruzione "deve essere finanziato attraverso il debito perpetuo, sostenuto dai meccanismi legali esistenti", afferma il documento citato dal quotidiano. Gli interessi sulle emissioni potrebbero essere pagati, almeno in parte, da eventuali tasse a livello europeo, come una tassa sulle emissioni di CO2 o una tariffa sulle importazioni che penalizzerebbe le emissioni eccessive. Inoltre, El Pais precisa che il Fondo di recupero, secondo la Spagna, dovrebbe essere finanziato attraverso una parte parte del bilancio Ue.

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