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Foto Ansa Alessandro Di Meo

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La Grecia segue l'esempio italiano: scuole chiuse per fermare il coronavirus

La disposizione riguarda due regioni e l'isola di Zante, dove ci sono la maggioranza dei casi. Sono 13 gli Stati del mondo che hanno fatto lo stesso. L'Oms: “Possiamo ancora respingere il virus”

Anche la Grecia, come l'Italia, ha deciso di chiudere scuole e università e annullare i grandi eventi pubblici nello sforzo di fermare la diffusione del coronavirus, con l'Organizzazione mondiale della sanità che insiste sul fatto che il virus potrebbe ancora essere "respinto" se i governi di tutto il mondo intraprendessero le azioni necessarie.

Scuole chiuse in vari Paesi del mondo

Con il bilancio dei contagiati che è salito a 31 Atene ha decretato la chiusura per due giorni degli istituti nelle regioni di Achaia ed Elis e sull'isola di Zante, precisando che sono anche sospesi "gli eventi di massa" sportivi e in teatri, cinema e musei. Oltre all'Italia al momento i Paesi che hanno chiuso tutte le scuole, secondo quanto riferisce l'Unesco, sono: Armenia, Azerbaigian, Bahrein, Cina, Hong Kong, Macao, Corea del Nord, Iran, Iraq, Giappone, Kuwait e Libano. Il Belgio, dove ci sono 27 nuovi casi totali, che portano il totale a 50, molti tra studenti, sta pensando a fare lo stesso. Ci sono poi scuole chiuse in alcuni distretti di Francia, Germania, Corea del Sud, Regno Unito, Singapore, Thailandia, Stati Uniti e Vietnam.

L'Oms: possiamo fermare il virus

Il direttore generale dell'Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha invitato tutti gli Stati membri a fare il possibile per contenere la diffusione del contagio. “Il nostro messaggio per tutti i Paesi è: questa non è una strada a senso unico. Possiamo respingere questo virus. Le vostre azioni ora determineranno il corso dell'epidemia nel vostro Paese", ha detto.

I dubbi di Londra

La chiusura di tutte le scuole e le università è nel piano di Londra in caso di aggravamento della situazione, ma per ora il governo di Boris Johnson afferma di non voler compiere questo passo. Per il ministro della Sanità, Matt Hancock, una misura del genere "non produrrebbe benefici clinici, ma avrebbe enormi costi economici e sociali". Evocando le indicazioni della "scienza", Hancock ha pure escluso l'utilità di "cancellare eventi pubblici" di massa su larga scala.

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