Coronavirus, Ue crea riserva materiale medico e lancia allarme: “Mancano respiratori”

L'Italia li ha chiesti alla protezione civile comunitaria ed è stato lanciato un bando, ma c'è scarsità in tutto il mondo e bisogna aumentare la produzione

Foto Ansa, Filippo Venezia

L'emergenza coronavirus è ben lungi dal finire. Con il numero dei malati, e purtroppo dei morti, che aumenta, gli ospedali nei vari Paesi membri cominciano ad essere a corto di respiratori e altri equipaggiamenti medici.

Italia chiede aiuto

L'Italia ha richiesto ventilatori polmonari alla Protezione civile europea per i pazienti affetti da Codiv-19 e sulla richiesta è stata avviata "una gara pubblica congiunta”, ma purtroppo “c'è scarsità di questi prodotti in tutta Europa e in tutto il mondo”, ha avvertito il commissario alla Gestione delle Crisi, Janez Lenarcic. Per questo l'esecutivo comunitario ha deciso di creare una riserva strategica di materiale sanitario di protezione, ventilatori, e vaccini quando saranno disponibili, per affrontare la pandemia del coronavirus.

L'Ue si attiva

"L'Ue si sta mobilitando per far arrivare più attrezzature agli Stati membri. Stiamo costituendo una scorta rescEU che consentirà di ottenere rapidamente le forniture necessarie per contrastare il coronavirus”, ha spiegato Lenarcic, secondo cui “la scorta sarà utilizzata per aiutare gli Stati membri che necessitano di attrezzature per curare i pazienti contagiati, proteggere gli operatori sanitari e rallentare la diffusione del virus. Intendiamo agire immediatamente". La scorta consisterà, tra le altre cose, di attrezzature mediche destinate alla terapia intensiva, ad esempio ventilatori, dispositivi di protezione individuale, ad esempio mascherine riutilizzabili, vaccini e sostanze terapeutiche, forniture per laboratori.

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La scorta Ue

La scorta sarà ospitata in uno o più Stati membri e il Paese ospitante sarà responsabile dell'acquisizione delle attrezzature. La Commissione dal canto suo finanzierà la scorta al 90 % mentre il centro di coordinamento della risposta alle emergenze gestirà la distribuzione delle attrezzature per garantire che siano inviate dove sono più necessarie. Il bilancio iniziale dell'Ue per la scorta ammonta a 50 milioni di euro, 40 dei quali devono essere approvati dalle autorità di bilancio.

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