Italiani bloccati all'estero, Lega accusa Di Maio: "Poteva rimpatriarli con fondi Ue e non l'ha fatto"

Prosegue la polemica sulle spese sostenute dai contribuenti per far tornare i connazionali bloccati all’estero. Il carroccio mette l’accento sugli aiuti europei, che avrebbero permesso al Governo di risparmiare

FOTO: ANSA/ALESSANDRO DI MEO

Continua a far discutere la mancata attivazione da parte del Governo italiano del Meccanismo di protezione civile europea (Mepc), che avrebbe permesso di rimpatriare gli italiani bloccati all’estero nel contesto del coronavirus grazie agli aiuti messi in campo dall’Ue. Roma ha utilizzato tale possibilità una sola volta mentre gli altri Paesi europei si sono fatti rimborsare oltre 200 voli in totale, e tante altre domande sono ancora al vaglio della Commissione europea. Intanto, migliaia di connazionali sono ancora bloccati oltreconfine.

La spiegazione di Di Maio

Responsabile del dossier rimpatri è il ministero degli Esteri guidato da Luigi Di Maio. La Farnesina ha messo in piedi circa 500 operazioni in oltre 100 Paesi per riportare gli italiani a casa servendosi degli aerei di linea e commerciali. Il ministero degli Esteri sostiene di aver usufruito solo una volta dello strumento messo in campo dall’Ue in quanto “il Regolamento del Meccanismo Unionale di protezione civile prevede che esso possa essere attivato solamente per Paesi in cui non esiste opzione commerciale di rientro, come ribadito dal commissario Lenarcic”. “Questo - prosegue la Farnesina - per evitarne l’uso eccessivo, per assicurare rispetto dei principi di solidarietà, equità e proporzionalità. E che ci dovevano essere anche altri cittadini europei sul volo”.

L'accusa della Lega

La risposta del Governo italiano alle polemiche iniziate settimane fa, anziché avere l’effetto di calmare le acque, registra subito la reazione negativa di un europarlamentare della Lega. “Il ministro Di Maio - scrive il leghista Paolo Borchia - conferma non solo la totale incomprensione dello strumento (del Mepc, ndr), ma certifica l’inefficacia del Governo nell’aiutare migliaia di italiani ancora bloccati all’estero”. L'europarlamentare e rappresentante della Lega nel mondo ricorda che “su circa 58mila cittadini europei rimpatriati in questa modalità, soltanto un migliaio sono gli italiani che hanno viaggiato su voli organizzati da altri Stati”. “Il nostro Governo - prosegue - l’unica volta che ha organizzato un trasporto aereo, è stato in grado di far rientrare ben 19 connazionali dal Giappone”. “Di Maio mi scrive che il Mepc dovrebbe essere usato in assenza di opzioni commerciali di rientro: nessuno gli ha spiegato che migliaia di italiani non possono rientrare a casa proprio per questo motivo?”, si chiede il leghista.

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Percentuale di "stranieri" nei voli Ue

“La Germania - accusa Borchia - rimpatria dalla Repubblica Dominicana, il 25 marzo, 280 tedeschi su 282 passeggeri, la Francia imbarca dal Laos, il 2 aprile, 355 cittadini su 372 totali”. Cifre che smentiscono chi sostiene che la ripartizione tra cittadini dello Stato che richiede l’attivazione del Meccanismo Ue e cittadini comunitari di altri Stati trasportati nel volo debba essere, in percentuale, 50 e 50. E che fanno emergere la nececcità di ulteriori spiegazioni da parte della Farnesina.

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