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Foto Ansa  EPA/ROBERT PERRY

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"Niente più restrizioni per chi si vaccina", l'idea che divide il governo tedesco

Per il ministro degli Esteri Maas chi riceve le dosi deve poter tornare a vivere una vita normale: "Non sappiamo se possono ancora contagiare, ma di sicuro non avranno bisogno di un letto d'ospedale"

Le persone vaccinate contro il coronavirus devono avere il diritto di tornare a vivere una vita normale e senza le restrizioni, nonostante questo creerebbe disparità tra i cittadini, almeno fino a quando non verrà vaccinata la maggior parte della popolazione. Sta facendo discutere in Germania la proposta del ministro degli Esteri, Heiko Maas, che però al momento non vede d'accordo la maggioranza del governo di Angela Merkel.

La proposta

"Alle persone vaccinate si deve consentire di esercitare di nuovo i diritti di base", ha detto ieri l'esponente del Partito socialdemocratico tedesco (SpD) alla Bild am Sonntag. Per il ministro anche se "ancora non si è acclarato in forma definitiva fino a che punto i vaccinati possono infettare gli altri. Quello che è chiaro è che una persona vaccinata non toglie il respiratore, necessario per trattare i malati gravi, a nessuno”, e quindi “questo elimina almeno un motivo centrale per limitare i diritti di base". Maas ha detto che a suo avviso i vaccinati dovrebbero poter ad esempio tornare ad andare al cinema e in ristoranti, teatri e musei. Queste strutture a suo avviso "hanno diritto a riaprire le loro attività a un certo punto, se esiste la possibilità per farlo. E la possibilità c'è se c'è sempre più gente che è vaccinata. Perché se al ristorante o al cinema ci sono solo persone vaccinate, non possono mettersi in pericolo a vicenda". Sul tema in precedenza il ministro dell'Interno, Horst Seehofer, aveva ammonito che una proposta del genere avrebbe creato delle divisioni tra i cittadini, con alcuni che avrebbero avuto dei diritti negati agli altri. Per Maas è vero che inizialmente "questo darebbe luogo a diseguaglianze in un periodo di transizione, ma, se c'è una ragione di fatto, è costituzionalmente giustificabile".

Le critiche

"Finché non è chiaro se una persona vaccinata può trasmettere il virus, non ci possono essere eccezioni", ha però detto un portavoce del ministro della Salute, il cristiano democratico Jens Spahn. Dal ministero della Giustizia hanno, invece, fatto riferimento alle recenti dichiarazioni della titolare del dicastero Christine Lambrecht, che come Maas è membro dell'SpD. In particolare, la ministra della Giustizia aveva evidenziato che "è vietato trattare i vaccinati in maniera diversa dai non vaccinati, se non altro perché non vi sono prove scientifiche che la vaccinazione protegga dalla trasmissione del virus". La Germania ha esteso le sue misure per frenare la diffusione del coronavirus almeno fino alla fine di gennaio. Merkel e i premier dei Laender discuteranno questa settimana ulteriori restrizioni per contenere la pandemia, tra cui la possibilità di imporre il coprifuoco e l'obbligo di lavorare da casa. Dall'inizio della pandemia il Paese ha registrato oltre due milioni di casi di Covid-19 e 45.974 decessi correlati, secondo i dati del centro nazionale tedesco di controllo delle malattie, il Robert Koch Institute (RKI). Finora in Germania sono state vaccinate circa un milione di persone, cioè circa l'1% della popolazione. La maggioranza sono anziani o malati, personale medico e infermieri.

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