Nel Regno Unito al via i primi test sull'uomo del vaccino per il Covid-19

Anche Germania e Paesi Bassi partiranno a breve con la sperimentazione. Nel mondo sono già in corso test sugli esseri umani negli Stati Uniti e in Cina. Ma i tempi potrebbero essere lunghi

Foto Ansa PA/Sebastiao Moreira

Nel Regno Unito al via la prima sperimentazione sull'uomo a livello europeo di un vaccino contro il Covid-19. A breve partiranno poi quelle in Germania e Olanda, mentre a livello mondiale sperimentazioni del genere sono già in corso negli Stati Uniti e in Cina, dove sono addirittura due i vaccini che si stanno testando.

Università di Oxford

A mettere a punto quello britannico è stata l'Università di Oxford che a partire da oggi inizierà i test su un campione di mille persone, tutte di sana e robusta costituzione ed età inferiore ai 55 anni, che si sono messi a disposizione come volontari. Se si è arrivati a qusto risultato, in parte, è stato anche merito di un'azienda italiana, la Advent-Irbm di Pomezia, che è stata uno dei partner a livello europeo che ha affiancato la celebre università nella fase pre-clinica della sperimentazione, quando cioè vengono eseguiti i primi studi studi in vitro e sugli animali che servono a identificare quale componente del microrganismo sarà in grado di stimolare in maniera ottimale il sistema immunitario nonché la tolleranza che ci si può attendere a livello del corpo umano, prima di passare alla sperimentazione sugli esseri umani.

Londra in affanno sui test

Con il governo di Boris Johnson che sta faticando ad assicurare un numero di tamponi sufficiente ed è anche in affanno per assicurare i dispositivi di protezione a tutti i medici della nazione, l'annuncio è stato dato in pompa magna dal Segretario di Stato alla Sanità britannico, Matt Hancock, che ha rivendicato che “in tempi normali, raggiungere questo stadio avrebbe richiesto anni”. Londra ha messo a disposizione del team di Oxford altri 20 milioni di sterline e ulteriori 22 milioni sono stati destinati a un altro vaccino sviluppato all'Imperial College di Londra. “Daremo loro tutte le risorse di cui hanno bisogno per massimizzare le loro possibilità di successo al più presto”, ha dichiarato Hancock.

ChAdOx1

Come spiega il sito dell'università il vaccino è un vettore virale chiamato ChAdOx1, che secondo gli scienziati dovrebbe poter generare una forte risposta immunitaria da una dose ma non replicarsi nel corpo umano, quindi non causare l'insorge l'insorgere della malattia. In questo modo il prodotto dovrebbe essere più sicuro per bambini, anziani e chiunque abbia altre malattie. Oxford spiega che questo tipo di vettori detti 'adenovirali' sono stati usati in passato in sicurezza in migliaia di soggetti, da 1 settimana a 90 anni, in vaccini per oltre 10 malattie diverse.

Obiettivo un milioni di dosi a settembre

Una volta terminata la fase uno e se verrà confermata la non tossicità del vaccino si passerà, secondo le previsioni più ottimistiche circa a giugno, alla fase due con gruppi di volontari più anziani. Nelle previsioni del team di ricerca, guidato da Andrew Pollard, già a settembre potrebbe essere possibile produrre un milione di dosi del loro vaccino sperimentale. Ma non c'è nessuna certezza che tutto vada secondo quanto ci si aspetta anche se al momento il ChAdOx1 è comunque solo uno degli almeno 70 potenziali vaccini per il Covid-19 in fase di sviluppo in tutto il mondo.

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Al di là dei proclami

Al di là degli annunci dell'università e del governo britannico è stato il chief medical officer, Chris Whitty, a spegnere gli entusiasmi, forse un po' troppo propagandistici, del governo. L'esperto ha sottolineato che le misure di distanza sociale potranno essee eliminate solo quando si avrà un vaccino o una medicina efficace. Come ha ricordato ieri nella conferenza stampa quotidiana del governo alcune pandemie, come quella dell'Hiv, non sono state battute con i vaccini ma con i medicinali. “La probabilità di averle una di queste due cose a disposizione in questo anno è incredibilmente piccola e penso che dovremmo essere realistici e accettare il fatto che dovremo fare ancora per un po' affidamento sulle misure di distanziamento sociale”, ha avvertito Whitty.

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