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Sir Tom Moore - foto Ansa  EPA/CPL REBECCA BROWN

Sir Tom Moore - foto Ansa EPA/CPL REBECCA BROWN

Il Regno Unito piange l'eroe della guerra al coronavirus, è morto il Capitano Tom

Il veterano ha incarnato lo spirito di una nazione che non vuole arrendersi alla pandemia. Una raccolta fondi da lui lanciata per ringraziare medici e infermieri, impegnandosi a fare cento giri del giardino con il deambulatore in occasione del suo centesimo compleanno, ha raccolto oltre 32 milioni di sterline

Il Regno Unito ha perso un eroe. Uno di quegli eroi improbabili che compaiono quando meno ce lo si aspetta. Un soldato nella guerra al coronavirus di cento anni, un uomo che a malapena riusciva a camminare con l'aiuto di un deambulatore e che nel momento più buio della pandemia è riuscito a risollevare lo spirito di un'intera nazione che in lui ha visto un simbolo di speranza e di solidarietà. Sir Tom Moore è morto e l'intero Regno Unito piange il capitano che da solo è riuscito a raccogliere oltre 32 milioni di sterline per ringraziare il personale sanitario del Paese per lo sforzo che stava compiendo nella lotta al Covid-19. E a portarselo via sono state proprio delle complicanze legate alla malattia che lui stesso aveva contratto nelle scorse settimane.

“È con grande tristezza che annunciamo la morte del nostro caro padre, il capitano Sir Tom Moore. Siamo così grati di essere stati con lui durante le ultime ore della sua vita”, hanno scritto i figli su Twitter nel dare il triste annuncio. “L'ultimo anno di vita di nostro padre è stato a dir poco straordinario. Era ringiovanito e sperimentava cose che aveva finora soltanto immaginato. È stato in così tanti cuori, anche se solo per poco tempo, e per noi è stato un padre e un nonno incredibile e rimarrà vivo nei nostri cuori per sempre”. E il suo ultimo anno di vita è stato davvero straordinario. Il veterano della Seconda Guerra Mondiale, Tom Moore, è diventato inaspettatamente un simbolo della nazione lo scorso aprile, nel pieno del primo lockdown. Allora in vista del suo centesimo compleanno si era impegnato a fare cento volte il giro del suo giardino, lui che per camminare aveva bisogno di un deambulatore. Era il suo modo per dire grazie al personale dell'Nhs, il servizio sanitario nazionale, che lo aveva rimesso in piedi dopo una brutta caduta in cui si era rotto l'anca. Il suo obiettivo iniziale era di raccogliere mille sterline da donare alla Nhs Charities Together, un gruppo di associazioni di assistenza al personale del servizio sanitario pubblico. I soldi, disse, sarebbero stati destinati a tutti quelli che lavorano negli ospedali, non solo i medici e gli infermieri, ma anche gli addetti alle pulizie, gli autisti delle ambulanze, gli addetti alla reception. Tutti. Perché tutti erano al fronte a combattere la guerra al coronavirus, come lui era stato al fronte in India e Myanmar durante la Seconda Guerra Mondiale.

Un gesto semplice e spontaneo, un messaggio che all'apparenza era destinato a pochi e che invece ha raggiunto i cuori non solo dei suoi connazionali, ma di cittadini di tutto il mondo. Prima attraverso il passaparola sui social, poi attraverso i media nazionali del Paese che si sono immediatamente innamorati di lui, Captain Tom è diventato in poco tempo una celebrità. Nelle prime 24 ore è arrivato a raccogliere 70mila sterline e con l'entusiasmo che cresceva di giorno in giorno nel giro di due sole settimane la raccolta fondi era già arrivata alla spettacolare cifra di 26 milioni di sterline, cifra che poi ha continuato a crescere nel tempo fino a superare i 32 milioni. La politica ovviamente non è stata a guardare e il governo di Boris Johnson non ha perso l'occasione per sfruttare la sua immagine per provare a stimolare l'orgoglio nazionale e spingere a “esplosioni di solidarietà” in un momento difficile. Le regina Elisabetta in persona lo ha nominato Sir e nel giorno del suo compleanno l'esercito gli ha tributato una guardia d'onore e nel cielo, sopra la sua casa, sono stati fatti volare degli aerei militari dell'epoca della Grande Guerra.

Per lui e la sua raccolta fondi il cantante britannico Michael Ball ha anche inciso una versione di You'll Never Walk Alone, Non camminerai mai da solo. E lui per continuare a raccogliere fondi per i soldati della lotta al Covid-19 ha continuato a camminare nel suo giardino, sempre appoggiandosi al suo deamulatore e indossando con orgoglio lo stemma del Duke of Wellington's Regiment, il reggimento i cui militari erano conosciuti come 'The Iron Dukes', i duchi di ferro, di cui era uno dei membri. Ma ora il suo cammino si è interrotto per sempre, il capitano Tom, Sir Tom Moore è caduto sul campo di battaglia, in un ospedale colpito una polmonite da coronavirus, in questa strana guerra che stiamo combattendo in un certo senso tutti noi. Lui a modo suo è stato di nuovo in prima linea e ora in questo suo ultimo cammino verso l'aldilà non saranno solo i militari dell'esercito, ma l'intero Regno Unito a tributargli una meritata guardia d'onore. Tutti in piedi per il capitano Sir Tom Moore.

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