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Foto di archivio Ansa - EPA/MAXIM SHIPENKOV

Foto di archivio Ansa - EPA/MAXIM SHIPENKOV

In Russia 15mila soldati in quarantena dopo la mega esercitazione per la parata militare

Il 9 maggio il Cremlino avrebbe voluto festeggiare i 75 anni dalla vittoria sulla Germania nazista. Cerimonia rinviata dopo che il video di un campo gremito di truppe ha fatto il giro del web, evidenziando l’imprudenza e il rischio contagio coronavirus che accompagnerebbe l’evento

La Russia ha messo in quarantena migliaia di soldati che hanno preso parte all’esercitazione per la parata militare in occasione della 75ma Giornata della vittoria. La ricorrenza della resa incondizionata firmata dalla Germania nazista nella notte tra l’8 e il 9 maggio 1945 avrebbe dovuto celebrarsi alla presenza di tutte le alte autorità russe, a partire dal presidente Vladimir Putin. La stampa internazionale riferisce che il numero uno del Cremlino avrebbe rinviato a malincuore la cerimonia alla quale era stato invitato anche il presidente francese, Emmanuel Macron, con il quale Putin spera di stringere un’alleanza su alcuni dossier d’interesse comune.

Il rinvio

Una festa andata a rotoli per colpa del coronavirus. Con settimane di ritardo rispetta all’Europa occidentale, il Covid-19 sta infatti iniziando a diffondersi anche in Russia. A convincere le autorità per decretare il rinvio sarebbe stato anche l’episodio ad alto rischio riportato sul web. Un video di poche decine di secondi che mostra migliaia di militari radunati in uno spazio limitato, senza alcun rispetto delle norme di distanziamento sociale. 

Soldati in quarantena

“Quante persone ci sono, 15mila? E meno male che avevano detto che non dovrebbero riunirsi più di 50 persone in un unico posto”, scandisce la voce dell’anonimo regista del video che parla in russo mentre riprende i soldati. “Neanche una fo***ta mascherina”, commenta il cittadino con amara ironia. In effetti i soldati non indossano alcun dispositivo sanitario protettivo, né rispettano la distanza di sicurezza consigliata dalle organizzazioni internazionali a tutela della salute. A seguito della diffusione del video, il ministero della Difesa ha dichiarato che avrebbe inviato i circa 15mila soldati radunati nell’esercitazione alle loro rispettive basi, dove sarebbero stati messi in quarantena per due settimane. Il ministero non ha comunque indicato l’eventuale presenza di casi accertati di coronavirus tra le truppe che hanno preso parte al maxi-raduno. 

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