Coronavirus, da Ue 3 miliardi di prestiti per Albania, Ucraina, Tunisia e Bosnia

Via libera di Bruxelles agli aiuti a 10 Paesi vicini. Le somme dovranno essere restituite all’Europa in 15 anni e saranno soggette a un memorandum d’intesa con gli Stati beneficiari

Via libera alla proposta della Commissione europea per lo stanziamento di finanziamenti a favore dei ‘vicini’ dell’Unione, anche loro impegnati nella difficile crisi del coronavirus. Il testo, approvato oggi dagli ambasciatori dei 27 Paesi membri, prevede un’intesa con 10 Stati, molti dei quali direttamente confinanti con l’Ue, volta ad offrire “assistenza macrofinanziaria” sotto forma di prestiti per un importo totale pari a circa tre miliardi di euro. I beneficiari dei finanziamenti sono tutti Paesi considerati “partner dell’allargamento e del vicinato”, alcuni dei quali stanno già affrontando il lungo iter per ottenere l’ingresso nell’Unione. L'assistenza sarà comunque oggetto di un memorandum d'intesa da concordare tra ciascun Paese partner e la Commissione.

I beneficiari

Il maggior beneficiario sarà il Governo di Kiev. All’Ucraina saranno infatti destinati circa 1,2 miliardi di euro. Seguono nella classifica dei maggiori destinatari degli importi Ue la Tunisia con 600 milioni di euro e la Bosnia-Erzegovina con 250 milioni. Alla Giordania andranno poi 200 milioni, seguita da Albania (180 milioni) e Macedonia del Nord (160 milioni). Questi ultimi due Paesi, tra gli Stati candidati a entrare nell’Unione, sono quelli più vicini al traguardo finale dell’ingresso nell’Ue. 

Gli altri Stati beneficiari del finanziamento sono Georgia (150 milioni), Kosovo (100 milioni), Moldova (100 milioni) e Montenegro (60 milioni). “I Paesi dell'allargamento e del vicinato sono i nostri partner più stretti” spiega Zdravko Maric, ministro delle Finanze della Croazia, Paese presidente di turno del Consiglio Ue. “Ora più che mai è assolutamente essenziale restare uniti e dare prova di solidarietà nell'affrontare l'impatto economico e sociale di questa crisi mondiale”, ha aggiunto Maric.

Le condizioni

Con questo piano di assistenza, l’Ue spera di aiutare i suoi ‘vicini’ a coprire il fabbisogno immediato di risorse, che è aumentato a seguito della pandemia di Covid-19. Insieme al sostegno del Fondo monetario internazionale, “i fondi contribuiranno a rafforzare la stabilità macroeconomica e a creare un margine per consentire l'assegnazione di risorse alla protezione dei cittadini e all'attenuazione delle conseguenze socioeconomiche negative della pandemia di coronavirus”, precisa una nota del Consiglio Ue. I fondi saranno disponibili per dodici mesi e saranno erogati in due rate. “La durata massima dei prestiti sarà in media di 15 anni”, precisa Bruxelles.

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