Con il petrolio crolla anche il prezzo della plastica, e non è una buona notizia per l'ambiente

L'industria del riciclaggio a rischio da una parte a causa del basso costo delle materie vergini e dall'altro per la chiusura degli impianti a causa della pandemia di coronavirus

Foto archivio Ansa - EPA/HOTLI SIMANJUNTAK

La pandemia di coronavirus ha messo in ginocchio anche l'industria europea del riciclo delle materie plastiche che sta chiudendo la produzione a causa delle conseguenze del lockdown sul mercato.

Prezzi bassi

I maggiori problemi causati dal Covid-19 sono stati la mancanza della domanda dovuta alla chiusura degli impianti di conversione e ai bassi prezzi record delle materie plastiche vergini dovuto al crollo del valore del petrolio, nonché alla riduzione dell'attività a livello globale, secondo quanto spiegato in una nota dall'associazione dei riciclatori di plastica europei, la Plastics Recyclers Europe. "Se la situazione dovesse persistere e non verranno prese misure per porre rimedio, il riciclo della plastica cesserà di essere redditizio, ostacolando il raggiungimento degli obiettivi fissati dall'Unione europea e mettendo a rischio la transizione verso l'economia circolare", ha dichiarato Ton Emans, presidente della Pre.

Rifiuti negli inceneritori

Se questo scenario dovesse realizzarsi i rifiuti di plastica riciclabili dovrebbero essere inviati in discarica o incenerimento. Secondo l'associazione i danni al mercato del riciclo avrebbero, oltre alle gravi conseguenze ambientali, un impatto socioeconomico di vasta portata a causa dell'ampia occupazione nella catena del valore della gestione dei rifiuti.

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