Coronavirus, Parlamento Ue punta su Mes e recovery bond: “Condividere debiti futuri”

I titoli comuni chiesti oggi dall’Eurocamera mirano alla mutualizzazione delle spese per fronteggiare la pandemia e i suoi effetti economici. Sassoli: “Grande sfida per la nostra generazione”

Lasciare i debiti pregressi sulle spalle dei Paesi, ma condividere a livello europeo quelli futuri per far fronte all’emergenza coronavirus e alle sue devastanti conseguenze economiche. Questo è il contenuto della proposta avanzata dal Parlamento europeo e che il presidente David Sassoli esporrà ai leader Ue, riuniti nel summit del prossimo 23 aprile. Lo strumento cardine della risoluzione approvata oggi dall’Eurocamera (395 favorevoli, 171 contrari, 128 astenuti) si chiama recovery bond, un titolo comune che - se approvato dei Paesi Ue - permetterebbe agli Stati di fare debito garantito da tutti i membri dell’Unione europea. Una sorta di eurobond per il solo debito futuro legato alla lotta contro la pandemia.

La sfida di una generazione

“È stato molto importante che il Parlamento si sia espresso con larga maggioranza in favore di un grande piano di ricostruzione economica dell’Europa - sostiene Sassoli - e questo usando e cercando di stimolare e di favorire le risorse attraverso tutte le modalità disponibili, comprese quelle dei recovery bond, cioè della possibilità di finanziare sui mercati internazionali i fondi che verranno destinati alla ricostruzione”. “Nessuno può uscirne da solo - sottolinea il presidente dell’Eurocamera - e se qualcuno ne uscirà e gli altri non resteranno in piedi sarà una vittoria dimezzata”. “C’è la volontà di portare l’Unione verso questa grande sfida per la nostra generazione”, sostiene il politico dem.

Ok al Mes più ampio possibile

Oltre ai recovery bond, il Parlamento europeo ha aperto la strada al Meccanismo europeo di stabilità (Mes), chiedendone un uso più esteso per le spese sanitarie dirette e indirette. Mentre i ministri delle Finanze sostengono un uso di questo strumento senza condizionalità limitandolo al 2% del Pil del 2019 dei Paesi membri, gli eurodeputati chiedono di mettere a disposizione della lotta al Covid-19 l’intera cassa salva-Stati, che ammonta a 410 miliardi di euro

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Il M5s non vota il testo finale

Un punto, quello sul Mes, che ha fatto aumentare la tensione tra i due principali azionisti del Governo di Roma. M5s e Pd hanno, infatti, votato in modo opposto sulla parte della risoluzione che dà il via libera al controverso strumento di finanziamento degli Stati: favorevole il Pd, con Forza Italia e Italia Viva, contrario il M5s, con Lega e Fratelli d’Italia. Una spaccatura, quella interna alla maggioranza di Governo, che si è riflessa anche nel voto finale, con il Pd favorevole all’intero testo e il M5s diviso anche al suo interno tra astenuti e contrari.

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