Ospedali e Covid-19, in Germania più del doppio dei letti dell'Italia (che è sotto la media Ue)

La sanità nel nostro Paese negli ultima anni ha subito tagli consistenti che l'hanno resa molto più debole di quella di altri Paesi che hanno retto meglio l'impatto della pandemia

Una protesta degli infermieri a Milano - foto Ansa MOURAD BALTI TOUAT

L'Italia ha ricevuto i complimenti dell'Organizzazione mondiale della sanità, per essere riuscita a ribaltare la situazione difficilissima in cui si era ritrovata quando è stata il principale focolaio mondiale del coronavirus. Ma la crisi ha esposto le fragilità del nostro sistema sanitario che è finito sull'orlo del collasso in una delle regioni ritenute meglio attrezzate come la Lombardia, e che rischiava di avere un impatto anche peggiore se il numero dei casi fosse stato molto più alto in altre parti del Paese meno attrezzate. Per contro ad esempio la Germania quasi sembra essere stata appena sfiorata dalla pandemia, essendo riuscita a contenere il numero dei casi, e soprattutto dei decessi, e avendo mostrato tutta la forza del suo sistema sanitario nazionale.

Pochi posti letto e infermieri

E le differenze tra i due Paesi sono abissali e vengono messe in evidenza in tutta la loro grandezza dai dati del rapporto annuale dell'Istat che mostra come l'Italia sia non solo sotto la media Ue per numero di letti di ospedale, ma che ne abbia addirittura la metà di quelli della Germania, soprattutto a causa delle politiche di austerità imposte negli ultimi anni. L'offerta di posti letto negli ospedali italiani "si è ridotta notevolmente nel tempo: nel 1995 erano 356mila, pari a 6,3 per mille abitanti, nel 2018 sono 211mila, con 3,5 posti letto ogni mille abitanti", certifica l'Istat secondo cui nell'Ue mediamente l'offerta di posti letto è di cinque ogni mille abitanti, cifra che in Germania sale a otto. Stesso discorso vale se si fa il confronto sul personale infermieristico: 58 per 10mila residenti contro 129 per i tedeschi.

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Tagli alla spesa

L'istituto rileva che "dal 2010 al 2018 la spesa sanitaria pubblica è aumentata solo dello 0,2% medio annuo a fronte di una crescita economica dell'1,2%. Una tendenza negativa prevalsa nel corso degli anni è la riduzione della spesa per investimenti delle Aziende sanitarie, scesi dai 2,4 miliardi del 2013 a poco più di 1,4 miliardi nel 2018". Il rallentamento della spesa è stato dovuto principalmente alla diminuzione del personale sanitario. "Rispetto al 2012 il calo è del 4,9% e ha riguardato anche medici (-3,5%) e infermieri (-3,0%). Nello stesso periodo (2012-2018) il solo personale a tempo indeterminato del comparto sanità si è ridotto di 25.808 unità (-3,8%): i medici sono passati da 109mila a 106mila (-2,3%) e il personale infermieristico da 272mila a 268mila (-1,6%)". L'Italia dispone di 39 medici ogni 10mila residenti, un numero sensibilmente inferiore a quello della Germania, che ne conta 42,5.

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