"5 anni di carcere a chi diffonde fake news sul coronavirus", Orban di nuovo sotto accusa

Il premier ungherese vuole poteri speciali per affrontare l'emergenza Covid e modificare il codice penale. Ma per il Parlamento europeo e il Consiglio d'Europa si tratta di un attacco ai diritti fondamentali

Per affrontare la pandemia del coronavirus l'Ungheria ha scelto la strada dell'autoritarismo. In diversi Paesi i governi stanno ricevendo poteri straordinari per combattere la diffusione del contagio, ma sempre con limiti temporali e meccanismi di controllo che bilanciano la situazione.

La legge di emergenza

Ma il modo in cui lo sta facendo Viktor Orban non piace all'Europa. Tra le misure previste dal progetto voluto da Budapest ci sono la possibilità per il governo di sospendere il Parlamento, di legiferare per decreto senza approvazione parlamentare, prorogare lo stato d'emergenza senza limiti e infliggere fino a 5 anni di carcere chiunque diffonda "false notizie" sull'epidemia in Ungheria. Il progetto di legge di Orban "è stato discusso" dal collegio dei commissari e "ha sollevato preoccupazioni negli scorsi giorni", ha detto una portavoce della Commissione, spiegando che l'esecutivo comunitario "monitorerà da vicino la situazione".

Parlamento Ue: proteggere i diritti democratici

Anche la commissione per le Libertà civili, del Parlamento europeo ha espresso “preoccupazione per l'intenzione di votare all'Assemblea nazionale ungherese l'estensione dello 'stato di pericolo' e le relative modifiche al codice penale”, ha dichiarato il suo presidente Juan Fernando López Aguilar. Il socialista spagnolo ha detto che i deputati sono “consapevoli che gli Stati membri hanno la responsabilità di adottare misure di protezione in questi tempi difficili”, ma queste misure “dovrebbero sempre garantire la protezione dei diritti fondamentali, dello Stato di diritto e dei principi democratici”. "I poteri di emergenza, come quelli che Orbán sta cercando di donare se stesso, senza una data di fine in vista, non sono né misurati né proporzionati. Se c'è qualcuno di cui non ci si può fidare per ripristinare gli standard democratici già in erosione in Ungheria, è Victor Orbán", ha aggiunto Simona Bonafé del Pd.

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Poteri sproporzionati

Contro il provvedimento si è espresso anche il segretario generale del Consiglio d'Europa (che non è una istituzione Ue), Marija Pejcinovic Buric, secondo cui "uno stato d'emergenza indefinito e senza alcun controllo non può garantire che saranno rispettati i principi democratici e che le misure che restringeranno i diritti umani fondamentali siano strettamente proporzionati alla minaccia per cui sono state attuate".

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