Rientrati i medici cubani che hanno combattuto il Covid-19 in Italia: "Bentornati eroi"

Dal 22 marzo hanno lavorato all'ospedale di Crema assistendo 516 pazienti e contribuendo a 210 guarigioni. Il presidente Díaz-Canel: "Rappresentate la vittoria della solidarietà sull'egoismo"

Il rientro dei medici a Cuba - foto Ansa EPA/Yamil Lage / POOL

Dal 22 marzo sono stati in Italia per aiutare il nostro Paese a combattere l'epidemia di coronavirus nella regione più colpita: la Lombardia. Adesso che finalmente stiamo, seppur lentamente, tornando alla normalità, è potuta finalmente tornare a casa la squadra composta da 36 medici, 15 infermieri ed un coordinatore logistico cubani che hanno lavorato all'ospedale da campo di Crema.

Bentornati eroi

È con grande emozione e ammirazione che diamo il benvenuto ai nostri eroi. Un abbraccio sincero dal profondo del cuore, lontani fisicamente, ma vicini per la gratitudine di fronte a questo esempio”, ha twittato con l'hashtag #CubaPerLaVita, il presidente della repubblica Mario Díaz-Canel Bermúdez, che ha seguito in diretta l'arrivo all'aeroporto José Martí di L'Avana. Il capo dello Stato non ha potuto però accoglierli di persona, a causa delle regole sul coronavirus, che prescrivono che ora i medici rispettino un periodo di 14 giorni di quarantena in una struttura apposita. Nella hall dello scalo hanno però trovato un grande cartello con la scritta 'Grazie!' e "Bienvenidos a casa" e ad ognuno di loro è stato donato un fiore che simboleggiava l'abbraccio del Paese. "Rappresentate la vittoria della vita sulla morte, della solidarietà sull'egoismo e dell'ideale socialista sul mito del mercato", ha scritto Díaz-Canel in un editoriale sul Granma.

210 guarigioni

Nella sua permanenza in Italia la squadra ha seguito in Italia 516 pazienti e svolto in questi mesi oltre 5mila assistenze mediche e 3.668 di carattere infermieristico, contribuendo a 210 guarigioni. Da quando è esplosa la pandemia di coronavirus la piccola isola caraibica ha inviato 34 brigate mediche in 27 Paesi che ne hanno richiesto l'intervento. Per questo Díaz-Canel ha poi aggiunto che a suo avviso i medici cooperanti cubani "meriterebbero il Premio Nobel per la pace".

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Le brigate internazionali cubane

Le brigate fanno parte del contingente internazionale di medici Henry Reeve che fu creato nel settembre 2005 da Fidel Castro dopo il disastro provocato dall’uragano Katrina negli Stati Uniti, anche se poi l'allora presidente George W Bush rifiuto il loro aiuto. È proprio perché inizialmente destinato a lavorare per la prima volta negli Usa che il contingente prende il nome da un cittadino di New York che combatté con Cuba nella prima Guerra di Indipendenza dalla Spagna, e che da ragazzino era stato anche tamburellista per l'esercito statunitense nella Guerra di secessione.

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