Johnson piega la resistenza del nord, anche i ribelli di Manchester in lockdown

Pub e bar saranno chiusi, niente più incontri con persone di altre abitazioni. Ma il sindaco Burnham, denominato King in the North, continua a opporsi chiedendo maggiori sussidi: "Saranno colpite le classi più povere"

Foto Ansa EPA/ANDY RAIN

Si è provato prima a trovare una soluzione negoziata, ma dopo che la resistenza è andata avanti per oltre 10 giorni il governo di Boris Johnson ha deciso di usare le maniere forti e imporre il lockdown alla regione della Greater Manchester, che ha provato in tutti i modi ad opporsi alle nuove restrizioni chiedendo almeno di ricevere maggiore sostegno finanziario per le imprese locali che dovranno chiudere.

Per almeno 28 giorni i 3 milioni di abitanti della zona saranno messi nel livello 3 di allerta, il massimo, e aloro sarà vietato incontrare persone che non siano conviventi, se non all'aperto e massimo in sei persone, a partire da venerdì 23 ottobre. Tutti i bar e i pub saranno chiusi, tranne quelli che lavorano anche come ristoranti, che potranno continuare a servire ma soltanto piccole tavolate composte da conviventi, le scuole anche resteranno aperte. Con la speranza di evitare un lockdown nazionale il governo britannico ha messo in pedi un sistema a tre livelli di allarme, diversificando così le restrizioni nel Paese.

Al Tier 3 erano già stati messi Liverpool e la contea del Lancaschire ma il sindaco della Greater Manchester, il laburista Andy Burnham, ha provato in ogni modo a opporsi, sostenuto dai sindaci dei comuni della zona e anche da diversi deputati, alcuni dei quali Conservatori, eletti nel cosiddetto Red Wall, il nord da sempre laburista che nelle ultime elezioni però ha votato Tory per sostenere la linea dura sulla Brexit voluta da Johnson. “Tier 3 colpisce soprattutto le persone meno pagate, quelli che lavorano nei pub, che guidano i taxi, e tutti quei lavoratori che solitamente vengono dimenticati da Westminster, ma noi non faremo lo stesso qui”, aveva promesso Burnham, il popolare leader della rivolta contro il lockdown denominato The King in the Nord, come Jon Snow di Game of Thrones.

“I conservatori hanno trattato con disprezzo le comunità locali, in particolare nelle Midlands, nel nord-ovest e nel nord-est, e i loro leader. Il Labour riconosce la necessità di restrizioni più severe per la salute pubblica. Tuttavia, ciò deve essere accompagnato da un sostegno finanziario supplementare”, ha dichiarato il leader del Partito Keir Starmer.

E maggiori fondi era quello che chiedeva Burnham per accettare le restrizioni, fondi in aggiunta ai 22 milioni di sterline già previsti per la regione, che si calcolano in base al numero di abitanti, stanziandone 8 per ognuno. Il Lancashire ha negoziato 30 milioni di sterline per il sostegno alle imprese e la regione della città di Liverpool ha ricevuto 44 milioni di sterline. Manchester ne chiedeva inizialmente 90 poi nel corso dei giorni ha abbassato le pretese a 75 e infine a 65. Il governo non sarebbe andato oltre i 60, comunque troppo poco secondo i leader locali che si sono compattati dietro il sindaco ribelle.

Con gli incentivi del governo concessi dal Cancelliere dello Scacchiere, Rishi Sunak, che sono stati molto ridotti, adesso con la chiusura delle attività il governo paga solo il 67% dello stipendio a chi non viene licenziato. Nella Greater Manchester potrebbero chiudere fino a 1800 pub, oltre a tante altre attività. Ma la scelta di imporre il lockdown è dovuta al fatto che i letti di terapia intensiva dei 12 ospedali della zona sono vicini al punto di saturazione. In realtà gli esperti del governo stessi stanno criticando la linea di Johnson e affermano che più che restrizioni locali servirebbe un lockdown duro a livello nazionale di due settimane, per spezzare la catena dei contagi. Ma il premier pe ril momento tira dritto per la sua strada.

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