Coronavirus, l’appello solidale italo-tedesco: “Eurobond per la sanità”

Titoli comuni, Mes e protezione finanziaria. A firmare la ricetta di economisti e politici dei due Paesi sono anche Carlo Cottarelli, Emma Bonino, Tito Boeri, Massimo Cacciari e Lella Costa

“Auspichiamo l'emissione di European Health Bonds (Titoli obbligazionari europei a supporto della Sanità)”. È quanto si legge in un appello presentato oggi e firmato da personalità italiane e tedesche provenienti dal mondo dell'economia, della politica e della cultura. Il documento richiede anche la creazione di "uno scudo di protezione finanziaria completo per l'Europa e l'Eurozona da parte della Banca centrale europea” oltre a “l'apertura immediata di una linea di credito sanitaria nel Meccanismo europeo di stabilità” e “un piano di rilancio delle nostre società ed economie post-Covid, integrando la transizione verde e la trasformazione digitale e traendo tutti gli insegnamenti possibili da questa crisi”.

I firmatari

L’appello congiunto italo-tedesco ha come destinatari i Governi di tutti gli Stati membri dell’Unione europea e le istituzioni di Bruxelles. Tra i firmatari italiani più famosi ci sono Carlo Cottarelli, Emma Bonino, Fabrizio Barca, Tito Boeri, Lorenzo Bini Smaghi, Franco Frattini, Massimo Cacciari e Lella Costa, mentre tra i tedeschi si evidenziano l'ex membro del consiglio dei saggi dell'economia Peter Bofinger, gli economisti Sebastian Dullien, Gabriel Felbmayr e Marcel Fratscher, e una lunga serie di politici dei Verdi europei.  

Chi ha promosso l'iniziativa

I promotori sono tre esponenti del partito dei verdi tedeschi: Alexandra Geese (eurodeputata), Sven Giegold (eurodeputato) e Franziska Brantner (parlamentare tedesca).

"Il momento cruciale"

“Plaudiamo - si legge ancora nell'appello - alla decisione della Commissione europea di creare una riserva strategica di presidi medici: la rescEU". "Sappiamo che, in passato, gli Stati Membri hanno rifiutato di mettere al servizio di tutti gli altri le proprie competenze nel settore sanitario - aggiungono i firmatari - limitando così la possibilità di trovare soluzioni alternative da parte della Commissione". "Tuttavia, abbiamo bisogno ora di una maggiore solidarietà europea", si auspica, perché quello che stiamo vivendo "è un momento cruciale per la cooperazione in Europa".

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